La Juve allunga senza soffrire

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TORINO Un gol per tempo e tanti saluti ai malumori. La Juventus fa quel che deve, battendo il Palermo 2-0 e riportandosi a più tre sulla Roma. In più, segnano Vidal e Llorente: il primo dimenticando (una volta per tutte?) le marachelle notturne che gli erano costate il posto da titolare contro la Roma, il secondo ritornando al gol per la prima volta in stagione (l’ultimo era datato 18 maggio) e scusate se è poco.

In campionato, insomma, è sempre la solita storia: la Juve fa più o meno quello che vuole, gioca a tre cilindri ma vince lo stesso vista la pochezza della concorrenza. Poi, quando mette il naso fuori, la musica cambia perché – parole di Buffon – «le qualità degli avversari sono maggiori rispetto a ciò cui siamo abituati. Basta farsene una ragione e comunque non è detto che il turno in Champions non si possa passare».

Si vedrà. Intanto, in campionato la truppa viaggia e si è lasciata alle spalle il pareggio contro il Sassuolo raccogliendo la vittoria casalinga consecutiva numero 23. Senza troppo patire, come detto. La sorpresa è Pereyra al posto di Lichtsteiner sulla fascia destra, ma l’ex udinese è jolly utile sempre e non a caso è dal suo piede che parte l’azione dell’1-0: pallone rubato a Feddal sulla destra, tocco per Tevez che imbecca Vidal e rete mancina di quest’ultimo («un gol per chi parla tanto»), che prima esulta con il solito cuoricino e poi mette il dito davanti alla bocca quasi a zittire le critiche e le voci che lo hanno riguardato negli ultimi tempi. Il Palermo fa quel che può, ovvero pochino: Dybala segue Pirlo e combina poco d’altro, gli altri ringhiano ogni tanto ma Buffon dorme sonni sereni nonostante un paio di volte Vazquez provi a dargli noia.

Llorente e Marchisio cercano il raddoppio già nel primo tempo ma per vedere la seconda palla in rete bisogna aspettare la ripresa, quando un colpo di testa del navarro su azione d’angolo chiude i conti. Nel finale arriva anche il palo di Giovinco, poi tutti sotto la doccia in attesa mercoledì di rendere visita al Genoa. «Non vincere avrebbe potuto aprire un inizio di crisi – ha ammesso alla fine Marchisio -. Fino al 2-0 eravamo troppo frenetici, gestivamo male palla: poi è andata meglio. Ed è importante si sia sbloccato Llorente».

Arrivato, il numero 14, all’ottavo gol di testa da quando è in Italia: «Non vedevo l’ora di sbloccarmi. E sono ancora più contento per la squadra che ha tre punti in più in classifica. La concorrenza con Morata? Alvaro ha disputato una grandissima partita ad Atene. Per Allegri è un bene avere cinque attaccanti forti: ognuno può giocare ed essere scelto. Il mal di schiena è passato, adesso mi sento meglio anche fisicamente. Rispetto all’anno scorso ho cambiato un po’ il modo di giocare, ma cerchiamo di fare le stesse cose per vincere sempre».

Infine la disamina del tecnico bianconero: «Sono soddisfatto – dice Allegri – ma possiamo fare meglio». E sul fuorigioco di Tevez sul gol di Llorente aggiunge: «Non me ne sonpo accorto. C’era una mischia e non se ne è accorto nessuno come contro la Roma».

IL TEMPO