La Juve 2 vuole stupire l’Olimpico

ALLEGRI

TORINO Lazio-Juve, ancora. Con i bianconeri favoriti, inutile dire di no. La squadra di Allegri arriva da dieci vittorie di fila in campionato, ha il morale alle stelle, è detentrice della Coppa Italia e contro la squadra di Pioli ha vinto nell’ordine la finale dello scorso anno, la Supercoppa disputatasi ad agosto e il match di campionato del 4 dicembre. Può bastare, anche se il tecnico livornese vola basso: «Non diamo nulla per scontato, anche perché al momento non abbiamo ancora fatto niente. Ci siamo soltanto rimessi in carreggiata».

Per i bianconeri sarà l’inizio di una settimana tutta romana, visto che domenica sera allo Stadium arriveranno i giallorossi di Spalletti: anche per quello, oggi ci sarà qualche cambiamento in formazione. E quindi: Caceres in difesa, Pogba di nuovo in campo («nessun caso, a Udine ha riposato dopo avere giocato più di tutti»), Cuadrado ed Alex Sandro sugli esterni, con davanti Zaza («lo ripeto: non si muove da qui») e Morata. Ecco, Morata: non segna dal 4 ottobre, in stagione l’ha buttata dentro soltanto tre volte e oggi è forse il solo juventino con il morale un po’ ammaccato. «Può e deve fare di più, ma non deve farsi ossessionare: capita che una punta trascorra qualche mese senza segnare».

Meglio però che l’ex Real Madrid torni a fare quello per cui è pagato, anche perché i compagni di reparto hanno tutti finora numeri migliori dei suoi: la fiducia va bene, ma arriva poi il momento in cui bisogna passare all’incasso salvo perdere ulteriori posizioni nella classifica interna dei pari ruolo. Morata lo sa bene e comunque l’anno passato esplose proprio in questo periodo della stagione, rivelandosi fondamentale anche nella corsa fino alla finale Champions League. La Juve comunque non sta mai ferma e non smette di programmare il futuro: ieri ha ufficializzato l’ingaggio di Mandragora (6 milioni, più altrettanti di bonus, da versare al Genoa), centrocampista che rimarrà al Pescara fino a fine campionato. E siccome di lui parlano tutti bene per non dire benissimo, anche stavolta Marotta ha bagnato il naso alla concorrenza. Si vince anche così.

IL TEMPO