La Grecia chiede finanziamenti per altri sei mesi Berlino dice no

Alexis Tsipras, Pablo Iglesias

Nonostante la richiesta di Atene di estendere il programma di salvataggio oltre la scadenza del 28 febbraio, un accordo all’Eurogruppo sulla Grecia è ancora lontano, dopo che la Germania ha rigettato come insufficienti le garanzie offerte dal governo Tsipras. «La lettera da Atene non porta a una soluzione sostanziale», ha detto ieri il portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble: «In verità va nella direzione di un finanziamento ponte, senza rispettare gli impegni del programma». La Germania non è il solo paese ad avere dubbi sulla buona fede di Tsipras e del suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis. La missiva «non sembra rispondere alle preoccupazioni dell’Eurogruppo», ha detto il ministro belga, Johan Van Overtveldt. Anche Finlandia e Slovacchia ritengono la proposta greca insufficiente. Ma la coppia Tsipras-Varoufakis è riuscita comunque a incrinare l’unità del fronte dei creditori. Secondo Jean-Claude Juncker, la lettera rappresenta un «segnale positivo» che apre la strada «a un compromesso ragionevole», ha spiegato il portavoce del presidente della Commissione. Di fronte all’emergenza, dopo una conversazione con Tsipras, Matteo Renzi ha annullato l’esame in Consiglio dei ministri dei decreti di attuazione della delega fiscale per consentire a Pier Carlo Padoan di partecipare all’Eurogruppo di oggi. E ha sentito anche Juncker. «L’Italia», ha spiegato il premier, «sta facendo unlavoro di cerniera tra rigoristi e Grecia. Ma un po’ di flessibilità di fronte alle riforme va data». I profondi dubbi tedeschi sono stati spiegati in una riunione preparatoria dell’Eurogruppo.
«La lettera non è per niente chiara, ma lascia immenso margine di interpretazione», dice un documento riservato fatto circolare dalla Germania. Nella missiva inviata da Varoufakis al presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsseblouem, le autorità greche hanno chiesto «l’estensione del Master Financial Assistance Facility Agreement (il programma di assistenza, ndr) per un periodo di sei mesi», come volevano i creditori. Atene si è impegnata a «procedere insieme, e facendo il miglior uso della flessibilità degli attuali accordi, verso la conclusione e la revisione» del programma. Tsipras ha anche accettato che sia la Troika a monitorare l’attuazione del programma. Ma la lettera è vaga su bilancio e riforme. Varoufakis si è limitato a promettere «avanzi primari appropriati» con obiettivi che tengano conto dell’attuale situazione economica ed a evitare «azioni unilaterali che minerebbero gli obiettivi fiscali, la ripresa economica e al stabilità finanziaria». Il vice-cancelliere socialdemocratico, Sigmar Gabriel, ha espresso una linea più moderata: «dobbiamo smetterla tutti con gli ultimatum», ma «la questione chiave è quali riforme la Grecia deve adottare». Tuttavia la posizione di Schaeuble appare inflessibile. Nel documento riservato, Berlino ha chiesto di non prolungare la disponibilità di 10,9 miliardi previsti per eventuali ricapitalizzazioni delle banche greche. La fuga bancaria, che avrebbe superato i 15 miliardi da gennaio, preoccupa. La Bce ha dovuto smentire le voci su una sua richiesta di introdurre controlli di capitali, ma è divisa sulla liquidità di emergenza alle banche greche. «Ci sono forze che vogliono mettere la Grecia in ginocchio per imporre la loro volontà», è l’accusa lanciata dal vice-premier greco, Yiannis Dragasakis.

Il Messaggero