La gaffe di Salvini «Mattarella venduto»

Prima sessione plenaria del Parlamento Europeo

Il presidente della Repubblica taglia il nastro di Vinitaly, il Salone Internazionale del Vino a Verona, invitando al superamento delle frontiere; Matteo Salvini parte in quarta con qualcosa che sembra più un malinteso che una polemica e dà a Mattarella del «complice, venduto» e rincara la dose: «Se era sobrio».

Per Mattarella, giunto di buon’ora ieri a Verona, i numeri dell’export nel glorioso settore italico vino e distillati dimostrano come «il destino del Paese sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino». Appare chiaro che il riferimento è alle frontiere economiche, ma l’interpretazione del leader leghista è diversa. «Come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque – commenta Salvini- Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto».

Immediate le reazioni in difesa del presidente. «Salvini – afferma ironicamente Fabrizio Cicchitto, di Area popolare – ci stupisce sempre di più per la sua impeccabile cultura istituzionale. Le sue osservazioni al Capo dello Stato sono corrette, segno di una profonda cultura giuridica e di una grande capacità di dialogo. Evidentemente al peggio non c’è mai limite». Per il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, «quelle di Salvini su Mattarella sono parole di un eversore che detesta l’Europa e non ama l’Italia».

«Se l’alternativa a questa Europa è affidata a lui, povera Italia», scrive su Twitter il deputato di Sinistra italiana Alfredo D’Attorre. «Per raccattare voti vuole alzare muri, butta benzina sul fuoco dell’intolleranza e ora prende di mira il Capo dello Stato – fa eco il capogruppo del partito alla Camera, Arturo Scotto – Salvini non si permetta di utilizzare questo linguaggio con il presidente Mattarella».

«Indecente l’attacco di Salvini al presidente Mattarella. L’Italia, di certo, è col nostro Capo di Stato, e non condivide le farneticazioni del leader leghista», afferma il deputato del Pd Edoardo Patriarca, componente della commissione Affari sociali della Camera. «Le parole di Salvini nei confronti del Presidente Mattarella non sono solo gravi perché offensive oltre il pensabile, ma anche perché dette intenzionalmente per destabilizzare e distruggere l’immagine delle istituzioni e gettare l’Italia nel caos», afferma la senatrice Manuela Repetti, portavoce di Ala. Eloquente, infine, la sintesi di Flavio Tosi: «Chi ha fatto polemica o non era sobrio o non ha ascoltato bene», commenta. «Prima del presidente abbiamo parlato io, il presidente Zaia, il presidente della Fiera e Mattarella ci ha risposto. Non c’entrava nulla coi migranti: lui ha parlato di agricoltura e competizione internazionale. Andava ascoltato sobriamente», conclude Tosi.

Il Tempo