La Fiorentina si sveglia tardi. Primo k.o. in Europa: 1-2

FIO_DIN

Adesso hai voglia a smentire le candide ammissioni della vigilia: “Difficile non giocare con la testa rivolta al Cesena”. La Fiorentina aveva poco da chiedere all’ultima partita del girone. Qualificata e sicura del primato, la Viola ha giocato come si gioca una partitella d’allenamento, svegliandosi solo nel finale con la rete di Marin, la seconda in Europa League. Troppo tardi: una Dinamo Minsk fatta di corsa e volontà e sorretta dalle parate di Gutor stava già conducendo per 2-0. Montella sperava di utilizzare questo giovedì di coppa come un laboratorio per strategie alternative, invece si è ritrovato con la prima sconfitta europea, per giunta contro l’ultima della classe, che mai prima di stasera era riuscita non solo a mettere insieme tre punti, ma anche a segnare più di una rete in 450 minuti. Se vincere aiuta a vincere, l’insuccesso non è un segnale incoraggiante.

CUADRADO SOSTITUITO — Anche perché i primi 60’ viola si possono tranquillamente definire un disastro: andamento lento, scarsissimo agonismo, gioco nullo. Montella ha apparecchiato un inedito 4-4-2 con Vargas terzino sinistro autorizzato ad avanzare e Gomez riferimento avanzato con Marin per gli inserimenti di Lazzari, Kurtic e Cuadrado. Funziona poco e niente, anche perché il colombiano è a regime minimo e al 24’ viene richiamato in panchina. Le telecamere inquadrano una smorfia di sofferenza, Cuadrado già contro la Juve aveva rimediato una fastidiosa contusione. Montella a fine gara in parte ammette le precarie condizioni fisiche e in parte bacchetta il suo esterno: “Con la testa non era completamente in partita”.

SORPRESA MINELLI — Dunque fuori Cuadrado. Entra Ilicic? No, il momento dello sloveno arriva ad inizio ripresa (per Gomez). Montella fa invece esordire in prima squadra il giovanissimo Simone Minelli. Ed è una piacevole sorpresa. Attaccante classe ’97, talento della Primavera viola e della Nazionale Under 18, Minelli mette in campo dinamismo e personalità: si presenta con un tiro di poco alto, ha la palla del vantaggio che sporca con il sinistro e nella ripresa sfiora il pari di testa prima di piazzare l’assist decisivo per l’1-2. Comunque un messaggio per i compagni chiamati da Montella alla cattedra e colti impreparati: Badelj ha deluso in regia al punto da venire retrocesso in difesa per far spazio a Pizarro;Richards regala qualche spunto, ma niente che costringa il tecnico a ritoccare le gerarchie. Meglio Marin, partito fumoso e impreciso, ma migliorato nel corso della gara fino alla rete che ha ridato un po’ di vigore ai viola.
E LA DINAMO… — Per un’ora la Dinamo Minsk sembra una squadra a cui la qualificazione sia stata sottratta per accanimento di sfortuna. I bielorussi palleggiano con discreta disinvoltura nella trequarti viola, creano due occasioni, con Stasevich (spazza Richards) e Adamovic (salva Gonzalo Rodriguez di testa sulla linea), e alla fine segnano con Kontsevoi, un corpulento difensore che inventa una girata da attaccante. Forse in fuorigioco. Ma a scanso di equivoci la Dinamo raddoppia al 10’ della ripresa con Nikolic, che avvia e conclude un contropiede di 50 metri e tre passaggi. Questo dice tutto sulla buona volontà dei bielorussi, che chiudono la loro stagione in dieci (espulso Veretilo in pieno recupero), secondi in campionato e con un piccolo sorriso europeo. A sedicesimi, oltre alla Fiorentina, vi accedono anche i francesi del Guingamp, vittoriosi per 2-1 sul campo del Paok.
GAZZETTA DELLO SPORT