La Ferrari non va, in Malesia doppietta Mercedes. Vince Hamilton, Rosberg secondo, Vettel terzo.

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Sull’asciutto non c’è storia. La Mercedes ne ha di più, ma soprattutto Hamilton, senza problemi alla sua power unit, è il pilota da battere. Lewis vince il GP della Malesia per la prima volta in carriera, dominando dalla prima all’ultima curva. A conferma della superiorità della Casa della Stella è il secondo posto di Nico Rosberg,  distante però una quindicina di secondi dal compagno di box e, soprattutto, più preoccupato da tenere dietro il “terzo incomodo”, ovvero Sebastian Vettel. Il campione del Mondo è veramente straordinario nel tenere il passo delle due Frecce d’Argento.

Fernando Alonso termina quarto, ottenendo il miglior risultato possibile quest’oggi. Le Ferrari sono indietro, sia rispetto alle Mercedes ma ormai anche alla Red Bull. Infatti non solo Vettel, ma anche Ricciardo per molti tratti della gara è stato davanti allo spagnolo, prima di compromettere tutto con una sosta ai box sciagurata. Quinto posto per un fenomenale Nico Hulkenberg, che con la sua Force India per poco non beffa la Ferrari. Chiudono la top ten le due McLaren in calo rispetto all’Australia e le due Williams, con Massa che non fa passare Bottas, nonostante l’ordine di scuderia. Cambia la squadra ma la musica è sempre la stessa per il brasiliano.

LA CRONACA

Pronti via e Vettel perde la posizione su Rosberg e Ricciardo, autore di un’ottima partenza. Quinto Alonso, davanti a Hulkenberg, Raikkonen e Magnussen. Il danese della Mclaren però tocca nella posteriore destra il finlandese della Ferrari. Kimi quindi deve rientrare subito ai box, compromettendo la sua gara, mentre Magnussen si prende la nuova penalità di 5 secondi.

Pochi giri dopo Vettel torna subito a dettare legge, scavalcando il compagno di squadra e partendo all’inseguimento di Rosberg. Ed è qui un punto veramente interessante: la Red Bull c’è, sono già dimenticati i problemi nei test invernali ed in Australia. Hamilton è lontano, ma almeno Seb ha ricucito il gap con una Mercedes. Comincia il valzer dei pit stop, con tutti i piloti di testa che proseguono con le gomme morbide. L’unico che non entra è Hulkenberg, che effettuerà solo 2 invece che 3 soste. La situazione quindi prosegue lineare con Hamilton davanti a Rosberg, Vettel, Ricciardo, Alonso e Hulkenberg.

Il colpo di scena arriva al giro 41: Ricciardo entra ai box per la sua terza sosta, ma gli viene dato il verde nonostante la sua anteriore sinistra non è fissata al meglio. Si ferma in mezzo alla pit lane, con i meccanici che corrono in suo soccorso. Perde una vita, ma le sue sfortune non sono finite: prima rompe l’ala, poi viene penalizzato per “unsafe release”, infine si ritira. Alonso è quinto al termine della terza sosta, ma nei giri finali recupera Hulkenberg in crisi di gomme e lo passa. Finisce così, con una dimostrazione di forza della Mercedes incredibile, ma la Red Bull non è lontana. Raikkonen recupera ma termina 12°.