La dedica di Conte «Ci gufano, ma noi andiamo avanti…»

ANTONIO CONTE

Al destino non ti puoi ribellare. Puoi lottare, certo, ma alla fine vince lui. Antonio Conte è un lottatore, non si arrende mai, ma può darsi che questa volta sia costretto a farlo. E sarebbe una resa dolce. Da mesi, in silenzio, sembra quasi che l’Europa League stia «chiamando» la Juve. Prima, tanti mesi fa, l’assegnazione della finale allo Stadium. Poi, a dicembre, la neve di Istanbul e la stranissima eliminazione dalla Champions. E infine una serie di episodi che possono far sperare in un cammino trionfante: il gol annullato al Trabzonspor all’andata, il raddoppio di Pogba nel recupero della stessa partita, la punizione di Pirlo a Firenze, la rete di Bonucci nel finale a Lione, la deviazione di Umtiti sul tiro di Marchisio ieri. Per vincere le coppe bisogna giocare bene e correre. Ma poi serve anche la fortuna al momento giusto. E serve meritarsela questa fortuna: provando a vincere, convincendosi che l’Europa League è un trofeo importante (e non una perdita di tempo) e può cambiare anche il futuro della Juve nella prossima Champions.

I gufi antijuventini Conte si gode la qualificazione alla semifinale che rende ancora più bella la stagione bianconera: «Passiamo il turno meritatamente contro un Lione forte. Rappresentiamo l’Italia e speriamo che gli italiani siano contenti anche se sappiamo che da noi ci sono due categorie: gli juventini e gli antijuventini. E agli antijuventini non interessa il ranking: sperano solo che la Juve venga eliminata. Non puoi chiedere a un interista di tifare Juve, così come non puoi chiedere a uno juventino di tifare Inter. Dei gufi ci cibiamo». La prestazione contro il Lione non è stata di certo scintillante: «Non è che se ti chiami Juve vinci in automatico – afferma Conte –. Non è tutto facile. C’è un percorso da seguire, noi l’abbiamo iniziato l’anno scorso. Adesso, dopo undici anni, la Juve è in semifinale di una coppa europea. Comunque il Lione ha fatto una gara molto difensiva e non era facile giocare bene».

Le scelte e i tifosi Ieri Conte ha sinceramente sorpreso con due scelte che il campo ha bocciato. Mirko Vucinic ha giocato malissimo e soprattutto ha interpretato negativamente la gara come dimostrano i rimproveri di alcuni suoi compagni. Arturo Vidal, invece, non sta bene: soffre al ginocchio destro, durante l’ultimo allenamento per sua stessa ammissione non riusciva a calciare, contro il Lione ha fatto il possibile ma il possibile ieri era poco. Il cileno è uscito zoppicante e le sue condizioni andranno valutate oggi. Il tecnico spiega così le sue scelte: «Vidal aveva saltato per squalifica l’andata con il Lione e la partita con il Livorno. Nonostante il dolore al ginocchio poteva scendere in campo ed è stato bravo. Vucinic è in crescendo, ha fatto quello che gli ho chiesto». A spanne, non gli è piaciuto. Così come probabilmente non gli è piaciuto il silenzio dello Stadium in certi momenti: «I tifosi non devono dimenticare da dove arriviamo: tre anni fa eravamo esclusi da tutte le coppe. Devono aiutarci nei momenti di difficoltà e per tutti i novanta minuti». Anche perché il destino chiama la Juve.

LA GAZZETTA DELLO SPORT