La Crimea proclama l’indipendenza. E Kiev mobilita l’esercito

KIEV

La Crimea va per la sua strada. All’indomandi del referendum per l’annessione alla Russia – referendum che ha sancito la volontà del popolo crimeano di secessione dall’Ucraina – il parlamento ha proclamato la Repubblica di Crimea come Stato sovrano indipendente nel quale la città di Sebastopoli ha uno status particolare. A favore – si legge sul sito del Parlamento – 85 deputati.  E’ stato inoltre deciso di nazionalizzare le proprietà statali ucraine situate in Crimea. Domani il presidente russo Putin interverrà davanti alle due Camere del Parlamento in seduta congiunta per discutere la richiesta di annessione della penisola russofona dopo il referendum. Kiev si mobilita: le nostre truppe restano in Crimea Il presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov, alla notizia della proclamazione di indipendenza, ha annunciato in Parlamento di aver firmato un decreto per la “mobilitazione parziale” a causa della situazione di crisi in Crimea. I militari ucraini, ha fatto intanto sapere il ministro della Difesa di Kiev, resteranno nella penisola nonostante il referendum. Chiesta adesione alla Russia e riconoscimento Onu Il parlamento ha inoltre chiesto a Mosca di fare entrare la repubblica di Crimea in qualità di nuovo soggetto della Federazione Russa con lo status di Repubblica. Nella dichiarazione approvata la Crimea si rivolge poi “all’Onu e a tutti i Paesi del mondo con l’appello a riconoscere lo Stato indipendente creato dai popoli della Crimea”.  Dal 30 marzo stesso fuso orario della Russia E’ stato inoltre deciso che dal prossimo 30 marzo il fuso orario della Crimea si allineerà a quello di Mosca: le lancette saranno spostate in avanti di due ore.  Per quanto riguarda la valuta, a partire da oggi quella ufficiale della Crimea, insieme alla grivna ucraina con cui conviverà, per decreto, fino al gennaio del 2016 è il rublo. Lo ha sancito il Consiglio supremo della regione dopo l’esito del referendum di ieri. Il referendum Inutile dire che l’esito del referendum era scontato. Il 96,6% della popolazione della penisola russofona, pari a 1,2 milioni di persone, ha votato a favore della riunificazione con Mosca e per la secessione dall’Ucraina. I risultati sono stati resi noti in un tweet al termine dello scrutinio da Mikhail Malishev, capo della commissione elettorale locale. Mosca:pronti a cooperare se Kiev accetta annessione Crimea Mosca è pronta a cooperare con le nuove autorità ucraine a condizione che Kiev adotti una nuova costituzione per il federalismo del paese e accetti l’annessione della Crimea nella Federazione russa. E’ la posizione espressa dal ministero degli Esteri russo, in una dichiarazione in cui si sottolinea la richiesta a Kiev perché siano decentrati i poteri a organismi eletti su base locale. La Russia è disposta a prendere parte a un “Gruppo di sostegno per l’Ucraina” se in tale contesto sarà possibile ottenere da Kiev garanzie sul rispetto del diritto della Crimea di decidere del proprio assetto nel rispetto dell’esito del referendum di ieri e se le nuove autorità ucraine convocheranno un referendum sulla nuova costituzione federalista prima di elezioni nazionali e regionali. Mosca chiede inoltre che tale nuovo assetto costituzionale per l’Ucraina sia sancito da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sostenuta da Russia, Unione europea e Stati Uniti. Duma russa: presto autorizzazione per l’adesione della Crimea alla federazione Serghei Neverov, il vice presidente della Duma, ossia la ‘camera bassa’ del Parlamento russo, adotterà rapidamente un atto che autorizza la Crimea ad unirsi alla Russia. “I risultati del referendum in Crimea – dice Neverov – mostrano chiaramente che gli abitanti della Crimea vogliono il loro futuro solamente in seno alla Russia. Gli abitanti hanno votato per la riunificazione del popolo, con ‘il quale hanno sempre vissuto insieme”, ha osservato. La Duma, dopo che gli abitanti della penisola ucraina hanno votato con una maggioranza schiacciante a favore per l’annessione alla Russia nel referendum di domenica, prenderà le iniziative necessarie “nel prossimo futuro”, ha aggiunto Neverov. Verso regime fiscale speciale per la Crimea Inoltre, il ministero delle Finanze russo ha detto che Mosca potrebbe offrire un regime fiscale speciale alla Crimea, la repubblica autonoma ucraina dove domenica la popolazione ha votato a stragrande maggioranza per l’annessione alla Russia, in un controverso referendum. “Senza dubbio la probabile annessione della Crimea alla Russia avrà un forte impatto”, ha detto il vice ministro delle Finanze, Serghei Shatalov in una conferenza. “Non escludo un regime fiscale speciale (durante il periodo di transizione della Crimea)”, ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli.  Ue: daremo segnale più forte possibile  Il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton ha detto che i ministri degli esteri europei valuteranno “ulteriori” azioni dopo il “cosiddetto referendum” in Crimea, visto il quale “non si può far finta di niente” ma “ci deve essere una risposta” e sarà quindi “mandato il segnale più forte possibile” alla Russia. In una nota congiunta Herman Van Rompuy e Josè Manuel Barroso hanno scritto che saranno i ministri degli esteri a “decidere” sanzioni sulla Russia.  Borsa di Mosca apre positiva Il referendum in Crimea ha evidentemente fatto bene alla Borsa di Mosca che ha aperto inaspettatamente in territorio positivo. Dopo le fibrillazioni dei giorni scorsi in cui il mercato borsistico russo sembrava temere le sanzioni economiche alla Russia, oggi in apertura di seduta l’indice Micex (che è scambiato in rubli) è aumentato del +2,4% a 1.266,3 punti e l’indice RTS (in dollari) ha guadagnato il 2,5% a 1.088,7 nei primi scambi (alle 10:01 ora di Mosca). A causa dell’incertezza sulle misure che l’Occidente adotterà come reazione all’annessione russa, gli analisti si attendevano invece un cedimento del mercato.

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