La Crimea in mano ai russi Dura condanna dell’Occidente. Italia: sovranità violata

VLADIMIR PUTIN 2
Tensione alle stelle in Ucraina per la strisciante invasione russa in Crimea, completata ormai dalle forze di Putin senza sparare un colpo. Ma Mosca si ritrova sempre più isolata da un Occidente indignato che comincia a richiamare gli ambasciatori e a boicottare il G8 di Sochi.
L’allarme l’ha dato il premier ucraino Iatseniuk. «Questa è una dichiarazione di guerra al mio Paese», ha ammonito in inglese per rivolgersi alla comunità internazionale. In serata Angela Merkel ha telefonato a Putin il quale, secondo una nota, pur difendendo l’operato russo «ha accettato la proposta della cancelliera di istituire una missione di verifica dei fattì sul terreno e un gruppo di contatto, possibilmente sotto l’egida dell Osce, per iniziare un dialogo politico».
L’Ucraina intanto reagisce: le pur risicate forze armate sono in allerta, i riservisti richiamati, lo spazio aereo chiuso ai voli non civili, la sicurezza rafforzata nei siti chiave, a partire dalle centrali nucleari. Ma anche ieri le truppe russe, le forze di autodifesa locali e i cosacchi hanno continuato ad occupare in Crimea obiettivi sensibili, scavato trincee e assediato alcune basi ucraine. Un migliaio di uomini armati ha bloccato vicino a Simferopoli l’ingresso della guardia costiera ucraina per costringere i militari ad arrendersi. Altri 400 marine ucraini sono stati assediati a Feodosia, porto a 200 km da Simferopoli. Anche la 36esima brigata dell’esercito ucraino alle porte di Simferopoli è stata bloccata da militari russi.
In Crimea, Kiev appare impotente: le uniche frecce insidiose nella faretra sono quelle dell’Occidente, unito nel condannare l’intervento armato. «Viola i principi della Carta Onu e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza in Europa», denuncia il segretario generale della Nato, Rasmussen, mentre il segretario di Stato Usa, Kerry (che martedì sarà a Kiev) ha minacciato l’isolamento commerciale e il boicottaggio del G8 russo a Sochi. L’unica a frenare è la Germania, scettica di una possibile esclusione di Mosca dal consesso degli Otto Grandi, mentre l’Italia ha lanciato un appello al Cremlino. «Il nostro Governo», si legge in una nota dopo il vertice di Palazzo Chigi al quale hanno partecipato anche il premier Renzi e i ministri degli Esteri, Mogherini, e della Difesa, Pinotti, «si associa alle richieste della comunità internazionale affinché siano rispettate sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina».