La carezza del Papa alle ex prostitute

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Prima i fatti, poi le parole. Papa Francesco continua a dare l’esempio concreto di quello che predica. Ieri si è seduto nell’aula magna della Pontificia Accademia delle Scienze, accanto al cardinale Nichols, tra i rappresentanti delle forze di polizia di mezzo mondo impegnati a combattere la tratta di esseri umani. Come un partecipante qualsiasi al convegno organizzato dalle Conferenze episcopali di Inghilterra e Galles nella Casina di Pio IV. Ma prima di pronunciare parole durissime contro questo triste fenomeno, ha voluto incontrare quattro vittime della tratta. Quattro ragazze costrette a prostituirsi, attirate dai trafficanti, come spesso accade, con la promessa di un lavoro onesto e poi gettate sulla strada, date in pasto a uomini in cerca di sesso mercenario, brutalizzate nel corpo e nell’anima. Quattro giovani donne provenienti da Argentina, Cile, Ungheria e Repubblica Ceca, strappate alla schiavitù in cui le avevano ridotte i loro aguzzini e che adesso vivono sotto protezione. Francesco ha ascoltato le loro storie, il loro dramma, e le ha incoraggiate ad andare avanti, a guardare con fiducia al futuro.

Poi ha gridato forte contro questo turpe commercio. Rivolto ai partecipanti al convegno ha sottolineato che «è un incontro, un incontro importante, ma è anche un gesto: è un gesto della Chiesa, un gesto delle persone di buona volontà, che vuole gridare “basta!”. La tratta di esseri umani è una piaga nel corpo dell’umanità contemporanea, una piaga nella carne di Cristo. È un delitto contro l’umanità. Il fatto di trovarci qui, per unire i nostri sforzi, significa che vogliamo che le strategie e le competenze siano accompagnate e rafforzate dalla compassione evangelica, dalla prossimità agli uomini e alle donne che sono vittime di questo crimine».

Al convegno ha partecipato anche il capo della Polizia italiana, il prefetto Alessandro Pansa, che ha potuto scambiare qualche battuta con il Papa. Al termine della conferenza è stata firmata la Dichiarazione di impegno sul traffico e la schiavitù delle persone: «Come alti funzionari delle forze dell’ordine all’interno della comunità internazionale – afferma – ci impegniamo a sradicare il flagello di questa grave attività criminale di cui sono abusate persone vulnerabili. Questa conferenza – si legge ancora nella Dichiarazione – fa parte di un processo a cui lavoriamo insieme sulla scena internazionale, per sviluppare strategie di prevenzione, cura pastorale e reintegrazione, ponendo la vittima al centro di tutto ciò che facciamo». Un impegno «personale per lo sviluppo di partenariati con la Chiesa e la società civile, per assicurare alla giustizia coloro i quali sono responsabili di questi orrendi crimini e per alleviare la sofferenza delle vittime».

IL TEMPO