La camera investigativa della Fifa ha chiesto al Comitato etico di sospendere Blatter e Platini per 90 giorni

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Novanta giorni di sospensione per Sepp Blatter dalla presidenza della Fifa. È quanto ha chiesto la camera di investigazione della federcalcio internazionale alla camera di giudizio del Comitato etico. Il verdetto, atteso a breve, potrebbe porre fine dopo decenni al dominio dell’ex colonnello svizzero sul calcio mondiale, che comunque si sarebbe dimesso il 26 febbraio prossimo. Sfiorato da mille scandali, scosso dalla retata dello scorso maggio pochi giorni prima della sua quinta elezione alla presidenza, costretto ad annunciare le dimissioni rinviandole però a 26 febbraio quando si voterà il successore, una decina di giorni fa Blatter è stato indagato ufficialmente dalla Procura generale elvetica e ora i nodi giungono definitivamente al pettine.

ppure ancora oggi, in un’intervista ad un settimanale tedesco, l’ex colonnello ha annunciato di non voler fare alcun passo indietro. È, ma a questo punto si può dire era, pronto a resistere, definendosi vittima di accuse ingiuste e non corroborate da prove. A piegarlo è in arrivo il verdetto del Comitato etico che da lunedì è riunito a Zurigo per valutare il suo caso e quello di Michel Platini, presidente della Uefa. Proprio il versamento sospetto di due milioni di dollari effettuato nel 2001 a favore del francese per lavori compiuti per la Fifa oltre un decennio prima è uno dei due capi d’accusa sollevati dalla magistratura svizzera nei confronti del patron del calcio mondiale. Platini è solo coinvolto come persona informata sui fatti e al momento il Comitato etico non si sarebbe pronunciato sul candidato più accreditato alla presidenza della Fifa. Anche sul francese pende il rischio di una sospensione che potrebbe influire sulla corsa alla presidenza Fifa. Blatter continua a proclamarsi estraneo alle accuse. «Sono stato ‘condannatò senza che ci sia alcuna prova di irregolarità da parte mia. È davvero scandaloso», ha affermato nell’intervista, rilasciata dieci giorni dopo l’irruzione degli investigatori elvetici al quartier generale Fifa di Zurigo, con perquisizioni, interrogatori e sequestri di documenti. Indagato per gestione fraudolenta e appropriazione indebita, il cinque volte presidente della Fifa si mostra indignato, ma anche fiducioso di uscirne ancora una volta pulito. «Farò un passo indietro solo il 26 febbraio, non un giorno prima. Fino ad allora mi batterò per me e per la Fifa e sono convinto che prima o poi il male verrà alla luce e il bene prevarrà». Blatter vuole anche continuare a impegnarsi per «attuare le riforme necessarie a beneficio della federazione» ma chiede «di essere lasciato in pace a lavorare, smettendola con i continui attacchi». Nel mirino del Comitato etico c’è anche il candidato alla presidenza coreano, Chung Mong-joon, per sospetti di corruzione per il suo sostegno alla candidatura della Corea del Sud ai Mondiali 2022. Lo stesso Chung va all’attacco di Blatter: «È un ipocrita e un bugiardo, ho intenzione di citarlo in giudizio per la sua appropriazione indebita per 100 milioni di dollari, pari ai danni che sono stati inflitti alla Fifa. La federazione – conclude Chung -, è diventata un’organizzazione corrotta al servizio degli interessi di pochi».

Il Messaggero