La beffa del viadotto: crolla a soli sette giorni dall’inaugurazione

Viadotto Sicilia

Con cinque giorni di ritardo scoppia il caso politico del viadotto siciliano, inaugurato lo scoro 23 dicembre e parzialmente crollato dopo appena sette giorni. Con Matteo Renzi che ieri è intervenuto per ben 2 volte, prima su Twitter e poi su Facebook, promettendo di far pagare tutto ai responsabili, seguito poi dall’intervento del ministro Maurizio Lupi che ha chiesto una relazione approfondita all’Anas sul collaudo e con la partecipazione al caso anche da parte di Matteo Salvini che a caccia di voti al Sud, si è guardato bene dall’attaccare i «soliti sprechi meridionali» ma come il premier ha solo chiesto che i responsabili paghino. Caso che si è poi chiuso con l’Anas che assicura che il consorzio che l’ha costruito ripianerà tutto a proprie spese.
Il 23 dicembre scorso, con un anticipo di tre mesi sui tempi previsti, l’Anas aveva annunciato l’apertura al traffico della variante di Scorciavacche sulla statale 121 Catanese, sul tratto Palermo-Agrigento.
TEMPI RECORD

Un’opera di un solo chilometro, dal costo di 13 milioni di euro, la cui consegna dei lavori era prevista per marzo 2015, che faceva dichiarare a Ciucci che i «lavori terminati in anticipo rispetto ai tempi previsti per uno dei tratti più impegnativi del tracciato». Esattamente una settimana dopo, il 30 dicembre gli stessi tecnici dell’Anas si accorgono di «un anomalo abbassamento del piano stradale» nel tratto che conduce al viadotto e che il «possibile evolversi del movimento del corpo stradale avrebbe potuto determinare il collasso» della strada appena costruita e nel pomeriggio decidono di chiudere il tratto e ripristinare la vecchia deviazione. La notizia appena giunge (ieri) alle orecchie del premier lo fa subito scattare sulla tastiera del computer per attaccare dalla sua pagina di twitter scrivendo: «Viadotto Scorciavacche, Palermo. Inaugurato il 23 dic, crolla in 10 giorni. Ho chiesto a Anas nome responsabile. Pagherà tutto #finitalafesta”». Messaggio che poi ha meglio argomentato su Facebook, aggiungendo che «solo per una fortunata coincidenza non si è fatto male nessuno, ma questo non cambia di una virgola le colpe dei colpevoli. Ho chiesto a Anas il nome del responsabile: è finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre. Pagheranno tutto».
Anche il ministro Lupi si è espresso con gli stessi toni definendo il crollo «un fatto inaudito e inaccettabile. Ho immediatamente chiesto all’Anas una relazione dettagliata sull’appalto, sui lavori e anche sulla commissione di collaudo» e promettendo che «ogni negligenza e irresponsabilità in tutto questo non verrà assolutamente giustificata». Infine arriva anche la voce della Lega Nord stranamente sintonizzata sulle stesse note del premier. Matteo Salvini su Twitter scrive: «Viadotto su autostrada Palermo-Agrigento inaugurato il 23 dicembre, costato 13 milioni, è già CROLLATO! Qualcuno dovrebbe pagare!». Infine dall’Anas, arriva la rassicurazione di essere «pronti ad azione legale nei confronti della Ditta costruttrice e del direttore dei lavori» e che «tutti gli interventi di ripristino saranno a carico della ditta costruttrice, senza alcun onere per l’Anas».

Il Messaggero