La banda e gli affari da destra a sinistra: «Metti la gonna e vai a battere in Comune»

IGNAZIO MARINO 5

La «mafia capitale» di Massimo Carminati è pensata per dominare la città, ma nasce in quattro strade nel quartiere di Vigna Clara, a nord della Capitale, dove la Roma fascio mafiosa ha sempre preferito assestarsi. E’ in un bar di Vigna Stelluti, il 13 dicembre 2012, che Carminati esprime al suo braccio destro Riccardo Brugia, l’idea di come gli imprenditori debbano rivolgersi all’organizzazione. Per ottenere protezione e decidere di lavorare con loro: «Allora qual è il discorso? Che noi dobbiamo intervenire prima, tu lo devi mettere seduto gli devi di ”tu vuoi stare tranquillo? Allora mettiamoci a fermare il gioco, perché dopo ci mettiamo d’accordo con quelli che ti rompono… ”je devi dì che stai facendo? Ho sentito voci che te vonno rubà, tu daglieli 4 sordi! Perché qui a noi ci chiamano sempre dopo compà!».
«COMANDIANO NOI»
L’avvicinamento, è solo un primo passo. Carminati: «Devono essere nostri esecutori… devono lavorare per noi, non si può fare più come una volta… Che noi arriviamo dopo e facciamo i recuperi… Senti lo sai che c’è? I recuperi vatteli a fa da solo! Non siamo più gente che potemo fa una cosa del genere pe du lire» Brugia: «E’ chiaro»; Carminati: «E’ normale che dall’amicizia deve nascere un discorso che facciamo affari insieme, perché tanto nella strada glielo devi dire… ”a come ti chiami? comandiamo sempre noi… non comanderà mai uno come te nella strada, tu c’avrai sempre bisogno». L’inchiesta curata dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dai pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, squaderna un meccanismo che vale non solo per i commercianti. Ma che viene applicato alla politica. Prima con la giunta Alemanno e, poi, con quella del Pd.
CHE TE SERVE?
E’ proprio l’elezione di Marino al Campidoglio che impone a Carminati un cambio di rotta per continuare a gestire soldi e affari. Il ”pirata” ha le idee chiare e ne parla con un altro ex Nar, Mario Corsi, noto commentatore radiofonico : «Allora nel progetto, perché voi fate li progetti.. la politica .. adesso che progetti c’avete? Teneteci presenti per i progetti che c’avete, che te serve? Che cosa posso fare? Come posso guadagnare, che te serve il movimento terra? Che ti attacco i manifesti? Che ti pulisco il culo .. ecco, te lo faccio io perché se poi vengo a sape’ che te lo fa un altro, capito? Allora è una cosa sgradevole .. però famolo se no .. se perdemo la battuta». A Salvatore Buzzi, capo della cooperativa 29 giugno e trait-union con la politica, Carminati lo dice senza mezzi termini: «Allora mettiti la minigonna e vai a battere con questi, amico mio. Bisogna vendere il prodotto. C’è da pija le misure a Marino».
FINMECCANICA
A spiegare quanto Carminati sia «intoccabile» e il peso che abbia assunto persino all’interno di Finmeccanica è lo stesso Buzzi: «Ma lo sai perché Massimo è intoccabile? Perché era lui che portava i soldi per Finmeccanica! Bustoni di soldi! A tutti li ha portati Massimo! 4 milioni dentro le buste! Alla fine mi ha detto ”è sicuro che l’ho portati a tutti! Tutti! Pure a Rifondazione!”». Il rapporto resta vivo negli anni. Nel 2013, dopo che diverse inchieste hanno già smontato il vecchio sistema Finmeccanica, Carminati e l’ex direttore commerciale dell’azienda del ministero del Tesoro sono ancora in ottimi rapporti.
PANETTA
Oltre ai compagni di destra, quelli che si è portato dietro nel tempo come Riccardo Mancini (ex ad di Eur Spa), Carminati vanta amicizie. Anche quella con Fabio Panetta, ora vice di Draghi alla Bce. Sono «tutti amici da una vita eh – dice l’ex Nar intercettato – Poi uno ha preso una strada. Loro lo possono dì sono amico di Mancini ma con Mancini abbiamo fatto dieci processi quando eravamo ragazzini… Stavamo al Fungo insieme. Ma come tante persone che magari hanno fatto carriera, che in questo momento magari non sono indagate, non hanno problemi che … per cui ho fatto cioè … ci sta che ne so … Fabio Panetta è il vice di Draghi alla Bce è amico mio … eravamo amici da quando eravamo ragazzini … cioè che vuoi dì .. ognuno fa la vita sua».
L’EMERGENZA IMMIGRATI
Gli affari si fanno su tanti fronti. Droga, usura ed estorsioni non solo i soli filoni d’impresa per Carminati. Che punta molto sull’emergenza immigrati trarre profitti illeciti enormi. Lo dice chiaramente Buzzi alla sua collaboratrice, Piera Chiaravalle: «Tu c’hai idea di quanto ce guadagnano sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno». Carminati prova ad interferire nelle decisioni dell’Assemblea Capitolina in occasione della programmazione del bilancio pluriennale 2012/2014 e relativo bilancio di assestamento di Roma Capitale per rifinanziare “i campi nomadi”, la pulizia delle “aree verdi” e dei “Minori per l’emergenza Nord Africa”, tutti settori in cui operano le società cooperative di Salvatore Buzzi”.
GLI ALTRI CLAN
Per tenere sotto controllo i problemi che sarebbero potuti insorgere con i nomadi, Carminati si avvale della collaborazione di un altro potente clan dei Casamonica. Il loro capo, Luciano, è definito «mediatore culturale». «Mi informo domani, io conosco bene Luciano», rassicura Carminati al telefono con uno dei suoi . E per superare il problema del campo nomadi di Castel Romano dato in gestione alla cooperativa di Buzzi, a Casamonica vengono assicurati 20 mila euro al mese. Immancabili i rapporti col gotha della criminalità organizzata romana Ernesto Diotallevi e Michele Senese. Ma ora, con l’arresto di Carminati, è la capitolazione dei re di Roma.

Il Messaggero