Keita, l’ora della verità

LAZIO PARMA

Ci siamo, è un giorno importante per il futuro di Keita Balde Diao nella Lazio. Oggi torna a Formello dopo l’ottima prestazione e il primo gol con il Senegal, si allenerà a parte ma cominciano le grandi manovre per l’operazione recupero. Le ultime ore del mercato non hanno portato la cessione nonostante la richiesta del calciatore e ora non resta che trovare un punto d’incontro, una mediazione che consenta a tutti di uscire bene da una situazione di impasse che non fa bene a nessuno. Alla Lazio che perde un talento e una possibile miniera d’oro in caso di rinnovo, all’attaccante col contratto di altri due anni e il serio rischio di perdere tempo prezioso e soldi della sua carriera. A 21 anni è troppo importante continuare a crescere dal punto di vista tecnico a prescindere dalla strategia del suo procuratore Calenda.

Ci sono due aspetti da risolvere, il primo economico-contrattuale, il secondo con Inzaghi e la squadra: di fatto si è messo da solo fuori dal gruppo dopo i suoi discutibili comportamenti. Sul primo c’è stato già qualche contatto, Keita guadagna 700 mila euro, il presidente Lotito per riabbracciare il figliol prodigo è disposto ad offrire 1.2 milioni a stagione (a salire) per soddisfare le aspettative del ragazzo (c’è attesa nel suo entourage sull’offerta reale). Un contratto almeno fino al 2020 naturalmente il vero nodo può essere la clausola rescissoria. Non la voglia di metterla ma la cifra da scrivere nell’accordo: Lotito la vorrebbe da 30 milioni, Keita la preferirebbe più bassa per avere la possibilità di poter lasciare la Lazio più facilmente.

Questo è il primo passaggio obbligato poi c’è da reinserire gradualmente il giocatore nel gruppo. Peruzzi ha un compito difficile da portare avanti perché proprio lui è stato uno dei più duri con Keita per tutelare il resto dei giocatori. La diserzione il giorno della partenza del ritiro, il ritorno ritardato, il malanno prima dell’esordio del campionato sono difficili da mandare giù per chi suda dal primo giorno del ritiro di Auronzo di Cadore, ecco perché si useranno tutte le opportune cautele. Se la pace si farà, non sarà immediata, sarà l’impegno di Keita a dare la risposta decisiva.

Prima il ritorno a lavorare col resto dei compagni poi la maglia da titolare da riconquistare con sudore e giocate di qualità durante gli allenamenti. In tutto questo c’è da ricomporre lo screzio con Simone Inzaghi che lo aveva lanciato da titolare sul finire della scorsa stagione. Si fidava di lui ed è stato abbandonato alla viglia di Bergamo per il dolorino al ginocchio. Non è facile ma, se c’è la volonta di tutti, alla fine un punto d’incontro può essere trovato anche se sui tempi è difficile fare previsioni. Di certo la Lazio ha bisogno di Keita ma Keita ha bisogno di sentirsi giocatore per non buttare due anni. Oggi un primo assaggio, poi toccherà al pool di mediatori con la brutta sorpresa che a gennaio Keita parteciperà alla coppa d’Africa col Senegal e salterà almeno cinque partite dei biancocelesti oltre la Coppa Italia.

IL TEMPO