Keita e Felipe: tocca a voi

LAZIO PARMA

Amici fuori dal campo, rivali per una maglia da titolare nella nuova Lazio ma soprattutto valori irrinunciabili per rendere positiva la stagione del rilancio biancoceleste. Stefano Pioli non può più aspettare Balde Diao Keita e Felipe Anderson, turisti per caso a Parigi nei due giorni di riposo concessi dal tecnico emiliano e oggi attesi nuovamente a Formello per la ripresa degli allenamenti.

Da quando sono approdati in prima squadra, esattamente un anno fa, lo spagnolo e il brasiliano hanno seguito strade opposte. Subito protagonista il primo, 25 presenze, 6 gol e tante buone prestazioni nella prima stagione tra i grandi. Decisamente sconfortante Felipe, presentato come il nuovo profeta dopo la lunga trattativa col Santos chiusa per 9 milioni di euro, quarto acquisto più costoso dell’era Lotito dopo Zarate, Hernanes e Biglia.

All’improvviso e in modo sorprendente, però, nelle ultime settimane le strade di Keita e Anderson si sono riunite. Sempre insieme fuori dal campo – l’ultima volta giovedì scorso per una cena a base di sushi – e sempre insieme anche sul campo, più precisamente in panchina. Un destino inatteso per lo spagnolo, titolare nelle prime due gare di campionato ma poi escluso da Pioli nelle successive quattro. Tare ha provato a spegnere la questione («Non c’è nessun caso – ha dichiarato il ds della Lazio prima della sfida al Sassuolo – Keita è giovane e deve lavorare. E poi anche negli altri club, come la Roma, ci sono esclusioni eccellenti»), ma le recenti frasi del procuratore del calciatore sono state chiare: «I patti con la società erano diversi – ha spiegato Ulisse Savini – Keita è rimasto qui per crescere ma deve giocare. Se a dicembre la situazione sarà ancora questa parleremo con il club». Sullo sfondo – nonostante Lotito abbia da poco rinnovato il contratto dello spagnolo fino al 2018 – restano Arsenal e Liverpool, pronte a presentare già a gennaio un’offerta importante per Keita, valutato almeno 20 milioni di euro dalla Lazio.

Per Anderson, invece, questo secondo anno in Italia rappresenta già una prova d’appello decisiva. Lotito, Tare e Pioli hanno voluto trattenere il brasiliano a Formello nonostante le deludenti prove fornite la scorsa stagione. Il tecnico emiliano apprezza l’impegno quotidiano dell’ex Santos al quale ha concesso diverse opportunità, schierandolo titolare contro Genoa e Udinese ma inserendolo nella ripresa anche nelle altre 4 gare. Nonostante qualche timido segnale di risveglio, però, Anderson è ancora lontano dagli standard promessi. «Sono contento per la vittoria – ha twittato il brasiliano dopo la sfida al Sassuolo – ma arrabbiato per non aver fatto quel gol», chiaro riferimento alla grande occasione sprecata nei minuti finali. Il tempo per gli errori ora è finito. Per sognare l’Europa la Lazio ha bisogno del talento di Keita e Anderson.

IL TEMPO