Kakà: “In Usa non farò il pensionato. E il prossimo sarà Robinho”

LAZIO MILAN
Kakà risponde in spagnolo, inglese, portoghese e italiano durante l’ennesima teleconferenza stampa. In queste poche ore in cui si è fermato a Orlando, la sua nuova sistemazione calcistica, è stato trattato come un re. E lui si è messo a completa disposizione della società.
ROBINHO — Nessun dubbio, sarà un perfetto ambasciatore della Mls, non soltanto sul campo. Il brasiliano è tornato sui motivi di questa idea americana. Spiegando meglio la ragione per cui ha tentennato fino all’ultimo prima di raggiungere l’accordo definitivo. “Sono felicissimo di essere passato all’Orlando City, ma lasciare il Milan è stata dura: è la società dove sono arrivato al top. C’era la possibilità di rimanere, ma non volevo andare via dopo sei mesi, con il campionato ancora in corso. Professionalmente non mi sembrava la scelta più corretta. Le cose si sono sistemate solo quando, dopo qualche discussione, ho messo la firma per andare al San Paolo, la squadra dove sono cresciuto”. Kakà risponde anche a una domanda sul futuro di Robinho, da settimane anche lui tentato dalla prospettiva di giocare negli Stati Uniti: “Non ci ho parlato di recente, ma credo che lui possa essere uno dei prossimi giocatori a ricevere un’offerta dalla Mls”.
MOTIVAZIONI — Poi ha aggiunto: “La decisione di venire a Orlando non è stata basata sui soldi. Perché pur pagandomi bene, avevo proposte economiche migliori. Potevo rimanere al Milan, dove avevo un altro anno di contratto, potevo andare in Asia o in Brasile. La mia è soprattutto una scelta di vita. Ne ho parlato a lungo anche con David Beckham. Dopo che due anni fa era fallito il mio trasferimento ai New York RedBulls, la proposta di Orlando è stata allettante. Mi piace l’idea di poter dare una mano al calcio Usa. E non ci vengo per fare il pensionato. Non sono vecchio e potrò dare un grande contributo”.
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