Juventus, Lichtsteiner operato per aritmia cardiaca: in campo tra un mese

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La Juventus potrà tornare a contare su Stephan Lichtsteiner fra un mese. La società bianconera fa sapere che l’esterno svizzero, durante la gara col Frosinone, aveva “accusato difficoltà respiratorie dovute ad un’aritmia cardiaca benigna (flutter atriale) spontaneamente risoltasi. Gli accertamenti e le consulenze specialistiche effettuate nei giorni successivi hanno indirizzato verso una soluzione chirurgica della patologia. Nella giornata di oggi il professor Gaita ha effettuato l’intervento di ablazione e i tempi per il pieno recupero agonistico sono stimabili in 30 giorni”. Lo stesso giocatore nei giorni scorsi aveva ringraziato tutti per il sostegno annunciando di doversi fermare. Salterà almeno sei partite, contro Bologna, Inter, Borussia Mönchengladbach, Atalanta, Sassuolo e Torino. Allegri spera di riaverlo a disposizione in tempo per Borussia Mönchengladbach–Juventus, terzultimo impegno della fase a gironi della Champions League in programma il 3 novembre.

La vittoria sul Siviglia restituisce il sorriso alla Juventus, che ora prova ad ingranare un’altra marcia anche in campionato, dove finora i bianconeri hanno deluso oltre ogni più pessimistica previsione. Ottima anche la prova di Paulo Dybala, che, però che di prestazioni convincenti ne aveva fornite anche in altre occasioni: “Anche quella a Shanghai, in Supercoppa, non era stata male – ricorda l’argentino ex Palermo – Certo, mercoledì sera mi sono trovato molto bene, perché abbiamo lottato per la vittoria sempre, dal primo all’ultimo minuto. In Europa si incontrano squadre più ‘aperte’ e i nostri giocatori, che hanno qualità, diventano molto pericolosi se si concede loro spazio. In campionato invece, magari incontri squadre come il Frosinone, che si chiudono per tutta la partita e poi riescono a trovare il gol su calcio d’angolo. Al Siviglia non abbiamo concesso nulla e non abbiamo corso rischi”.

“QUI SI GIOCA PER VINCERE, ALLEGRI MI AIUTA” – Nonostante le differenze tra le partite di coppa e quelle di campionato, dovute all’atteggiamento degli avversari, si respira ottimismo anche per quanto riguarda il cammino in Serie A: “Siamo la Juve e giochiamo sempre per vincere, sia in Europa che in Italia – garantisce Dybala – Non siamo partiti bene in campionato, è vero, ma lotteremo fino alla fine. Differenze tra il Palermo e la Juventus? Qui la mentalità è differente e anche i compagni trasmettono un’energia diversa, perché si gioca sempre per vincere. Io devo ancora migliorare. Sono qui da pochi mesi e tutti mi aiutano a crescere e mi motivano. Il mister sa cosa fare, è un ottimo allenatore e mi parla molto, mi fa capire come si gioca qui, e come si deve scendere in campo per cercare di vincere ogni partita. Mi fa vedere i video per spiegarmi dove migliorare”.

“CON MORATA INTESA FIN DA SUBITO” – Ad aiutare molto Dybala nell’ambientamento ci sono i compagni, a partire da Morata, con cui si è immediatamente creato il giusto feeling: “Mi ha mandato un sms quando ha saputo che sarei venuto qui – svela l’argentino – e siamo subito andati d’accordo. È un bravissimo ragazzo e ho un ottimo rapporto con lui, in campo e fuori. In campo cerco di imparare da lui che è fortissimo, non a caso giocava nel Real. Fuori, non sarà contento, ma lo batto spesso ai videogiochi…”.

“BUFFON IL PORTIERE PIÙ FORTE DI SEMPRE” – L’antivigilia del match col Bologna è anche il giorno della pubblicazione della lista dei candidati al Pallone d’Oro, nella quale non figura Gigi Buffon: “Non tocca a me dare giudizi, ma certo è strano che non ci sia il portiere più forte di tutti i tempi…”, dice Dybala. Infine, una battuta sulla sua prima convocazione per l’Albiceleste, in occasione dei prossimi impegni di qualificazione a Russia 2018, contro Ecuador e Paraguay: “Mi spiace che non ci sia Messi – ammette l’attaccante bianconero – Sarebbe stato bello conoscerlo e giocare con il giocatore più forte del mondo. Lo troverò in altre occasioni. Per me è un momento speciale, anche perché non era facile venire convocati visti tutti i grandi attaccanti che ci sono”.

La Repubblica