Juventus-Lazio 2-0, Tevez e poi l’eurogol di Bonucci portano i bianconeri a +15

bonucci

Solo la Juventus può fermare la Juventus. Solo quando la squadra di Allegri non ha voglia può perdere nel campionato italiano. E’ successo a Parma, quando i bianconeri hanno perso contro l’ultima in classifica. Non è successo contro la Lazio, la squadra più in forma del campionato, annichilita dal cinismo e dalla mostruosa superiorità della Juventus. Basta poco ai bianconeri per controllare l’agonismo laziale e due colpi di genio per regolare il risultato. Non ce n’è: per battere la Juventus serve solo la Juventus.

I PIU’ BRAVI – Oltretutto questa sera, Allegri ha potuto contare su un ottimo Evra (bella verve), un eccellente Buffon (che quando la difesa ha lasciato tirare gli avversari ha respinto tutto), un Bonucci spettacolare (al di là del gol), un Morata volitivo che si posizionano leggermente sopra la media, per altro alta, della prestazione generale della squadra. Dall’altra parte la Lazio ha deluso solo chi si aspettava una gara più equilibrata o, addirittura, un ribaltone: i biancocelesti hanno giocato bene, più o meno in linea con le ultime partite (tutte vinte), ma hanno affrontato un ostacolo insuperabile.

L’URLO DELL’APACHE – La Lazio era partita bene: con pressing altissimo e aggressivo su qualsiasi tentativo di ripartenza bianconero e difesa schierata praticamente a centrocampo, i biancocelesti mettono sotto la Juventus. E se la squadra di Allegri rischia pochissimo, è della Lazio il predominio della primissima parte della gara. Il frullare della Lazio, tuttavia, non disorienta la Juventus, che resta compatta dietro e studia come superare le barriere dinamiche opposte dagli uomini di Pioli. Così, dopo aver lasciato sfogare gli avversari, Tevez si diverte a smentire chi, fino a quel momento, stava decretandone la distrazione e la poca incisività. Ma prima che la bacchettata arrivi a segno, l’Apache sta già scattando verso la porta della Lazio, inseguendo una spizzata di Vidal: entra in area, brucia Basta e infila Marchetti senza nessuna pietà. Esulta con il gesto della gallina, una autocitazione: ai tempi del Boca aveva celebrato così un gol contro il River (i cui tifosi vengono dispregiativamente soprannominati Galline). Nei prossimi 10 giorni si giocheranno tre Boca-River e Tevez lancia il suo augurio dallo Stadium: se qualcuno vuole leggerci altri messaggi, è libero di farlo.

BOMBER BONUCCI – Dopo 17’ minuti, dunque, la Juventus è in vantaggio. La Lazio reagisce bene, senza alterare il suo atteggiamento, ma dietro la foga c’è poca precisione e l’ossessivo avanzare della difesa si rivela un boomerang quando al 28’ Pirlo infila un pallone fra un gruppo di laziali e serve Bonucci ancora nella sua metà campo. Il centrale della Juventus inizia una cavalcata che prende in contropiede i difensori biancocelesti, ulteriormente disorientati dal fatto che Bonucci tira dritto senza passare la palla a Tevez o Matri che, da parte loro, aprono la retroguardia avversaria con un perfetto movimento ad allargarsi. A Bonucci non resta che sparare la fucilata dal limite dell’area per il 2-0.

GATTO E TOPO
– A quel punto la Lazio si disunisce e la foga agonistica diventa sempre più sterile, mentre la difesa della Juventus è sempre più compatta. Allegri aziona la modalità di risparmio energetico e la sua squadra si attiva a sprazzi, grazie alla cattiveria di Alvaro Morata, entrato al posto di Matri, che cerca il gol personale, trascinando dietro di sé anche i compagni. La Juventus gioca come il gatto con il topo e chiude rallentando sempre di più il ritmo: la sfida con il Monaco è già iniziata.

Tuttosport