Juventus, Dybala punge: “Copa o Giochi? Farei tutto, ma non mi liberano”

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Confessioni di un campione. Paulo Dybala si racconta in patria, al quotidiano La Naciòn, al termine di una stagione che lo ha consacrato. Arrivato alla Juventus con la pressione dei 40 milioni pagati per il suo cartellino e con la necessità di non far rimpiangere Tevez, la Joya non ha deluso: 19 reti in serie A, come l’Apache al primo anno. “Ora i tifosi non ne sentiranno tanto la mancanza – scherza -… Attenzione, però: non sarà facile ripetere quello che ha fatto lui in due anni”.

sogno albiceleste — Dopo le fatiche della serie A, per Paulo Dybala sarà un’estate di riposo. “Sarò Cordoba, a mangiare asado con i miei amici mentre guarderò le partite della Copa America Centenario”, confessa. Un riposo forzato, perché, Martino non lo ha convocato per il torneo americano e la Juventus non gli ha concesso di poter disputare le Olimpiadi di Rio. “Avevo già avuto dei dubbi quando spiegai alla società che probabilmente sarei stato convocato e mi fu risposto che avrebbero dovuto valutare, che non sarebbe stato facile e che avrebbero dovuto parlare con l’allenatore – spiega -. Inoltre, mi fecero capire che per loro era difficile lasciarmi andare perché i Giochi si svolgono in contemporanea all’inizio della Serie A. E il tema della preparazione è fondamentale per la Juve”.

futuro — Sincero e diretto sul tema della Nazionale, Dybala si chiude a riccio quando viene stuzzicato sul mercato e sugli interessi, più o meno velati, di Barcellona e Atletico Madrid. “So bene che il mio compito è giocare a calcio: oggi sono in uno dei migliori club del mondo e sono felice. Di tutto il resto si occupa il mio agente, Pier Paolo Triulzi – chiude -. Inoltre, sono molto tranquillo, perché molte delle cose che si dicono non sono vere. Dite che hanno offerto 90 milioni? Se è così sono contento, perché vuol dire che sto facendo bene. E ringrazio la Juve, perché non facile dire no ad un’offerta del genere”.

La Gazzetta dello Sport