Juventus, Conte cambia idea? Vucinic corre con Tevez

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Una semifinale per tornare nell’aristocrazia europea del pallone. E’ l’obiettivo di stasera della Juventus, che affronta il Lione nel ritorno dei quarti di finale di Europa League, forte dell’1-0 dell’andata allo Stade de Gerland. La capolista di serie A è imbattuta in casa in questa stagione, e se saprà difendere una volta di più il suo stadio, si avvicinerà di un ulteriore passo, a un solo gradino dal tornarci, allo Stadium, per la finalissima del 14 maggio. Un’occasione unica, perché un trofeo internazionale manca alla Vecchia Signora dal 1996. E sollevarlo in casa sarebbe speciale, quanto forse irripetibile. Ma c’è di più. Sarebbe il miglior risultato internazionale dopo Calciopoli. E la Juve non vede l’ora di legittimarsi nuovamente sedendosi al tavolo dei grandi d’Europa, quando si tratta di pallone.

CHIAROSCURO EUROPA — Sarebbe la prima semifinale di un’italiana in questa competizione, da quando ha cambiato nome: da Coppa Uefa ad Europa League. E, appunto, sarebbe la prima semifinale post Calciopoli della Juve. Che le coppe le ha giocate 4 volte, da allora. Nella stagione 2008-09, con Ranieri in panca, uscì col Chelsea agli ottavi di Champions. La stagione successiva si fermò alla fase a gironi di Champions, eliminata dal Bayern, ma anche dal Bordeaux. Poi la stagione 2010-11 con Del Neri in panca e un’eliminazione a forza di pareggi nella fase a gironi di Europa League per mano del Manchester City, ma anche del Lech Poznan. Poi l’era Conte. Subito positiva anche nel Vecchio Continente. I quarti di Champions della scorsa stagione, con la Juve estromessa dal Bayern poi campione, e adesso, dopo la delusione in Champions, il riscatto per adesso parziale in Europa League con appunto la semifinale a portata di mano, e soprattutto prospettive di gloria all’orizzonte. Tra l’altro la Juve gioca anche per difendere i colori dell’Italia nel ranking Uefa: il Portogallo, che in questa coppa ha ancora in corsa Benfica e Porto, insidia ai club di casa nostra il quarto posto dietro Spagna, Inghilterra e Germania. Perdere la posizione significherebbe tornare indietro di 30 anni, l’Italia non sarebbe così in basso dal 1984. Ma la Juve non ha la minima intenzione di lasciare il passo ai portoghesi.

POCO TURNOVER — E quindi Conte limita al minimo il turnover. Sono ipotizzabili due-tre di cambi, rispetto alla formazione che ha battuto in casa il Livorno, lunedì sera. Isla dovrebbe farsi prestare le chiavi della fascia destra da Lichtsteiner. In mezzo potrebbe rientrare Vidal dopo la doppia squalifica, ma non è al meglio: se la gioca con Pogba. Llorente, reduce dalla doppietta di campionato, dovrebbe essere risparmiato almeno inizialmente, per Udine, la prossima di serie A, ancora di lunedì. Al suo posto Osvaldo o Vucinic, le cui azioni paiono in crescita, provato nella rifinitura al fianco di Tevez. All’andata, a Lione, c’era lo stesso ballottaggio, vinto poi dall’italo-argentino. Stasera potrebbero rovesciarsi i ruoli. Nel Lione occhio a Gomis, a segno in Ligue 1 nell’ultima di campionato nel successo sul Valenciennes. All’andata era entrato nel finale, ma è un “armadio” da tener d’occhio, se non altro perché a segno contro la difesa della Juve esportata in Nazionale in occasione dell’ultimo Italia-Francia. A Parma segnò il gol partita.

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