JUVENTUS Con Giovinco verso il 4-3-3 Tevez a riposo

Giovinco

Idee, metodo e disciplina. E’ la ricetta di Antonio Conte per trascinare il calcio italiano fuori dalle sabbie mobili in un periodo in cui non ci sono soldi. Con idee, metodo e disciplina Conte ha riportato la Juve al successo in Italia e adesso ci prova anche in Europa (League). L’uso degli aggettivi segnala in modo evidente la scala delle priorità: il terzo scudetto consecutivo è «un obiettivo straordinario» e l’Europa League è «una manifestazione bellissima». Ma Conte sa che vincere la coppa «sarebbe importante anche per la crescita e l’esperienza internazionale del gruppo. Adesso nei quarti non ci sono italiane in Champions, speriamo di averne due in Europa League. Senza soldi, c’è una sola strada: idee, metodo e disciplina».

Riecco il 4-3-3? E per stasera un’idea nuova, ma in realtà antica, Conte ce l’ha: tornare al 4-3-3. Ci sono motivi tattici (tenere bassi gli esterni di Montella, ricercare il tre contro tre in mezzo), motivi fisici (Barzagli con la tendinite) e anche la volontà di schierare elementi come Isla e Caceres che hanno fatto bene di recente. Asamoah confermato a sinistra, Marchisio è favorito su Pogba e Llorente su Osvaldo (Daniel si è comprensibilmente concentrato sulla nascita del figlio Morrison) per fare coppia con Giovinco. Comunque con gli stessi giocatori, e in base allo schieramento della Fiorentina, Conte può passare in fretta dal 4-3-3 al 3-5-2 e viceversa. Tevez si è allenato, non c’è nessun allarme, ma non è stato convocato per l’infiammazione al tendine rotuleo che si porta dietro da tempo. Conte spiega: «Gestiremo partite e allenamenti. Le rotazioni sono studiate e fatte per provare a vincere. In campionato nulla è deciso».

Equilibrio La Juve di Conte nelle coppe ha giocato due sfide a eliminazione diretta da netta favorita (con Celtic e Trabzonspor) e una da chiara sfavorita (Bayern): «Con la Fiorentina, che può concentrarsi solo sulla coppa, ci sarà più equilibrio. Sarà una partita tra due squadre che privilegiano il gioco: speriamo sia un bello spot per il nostro calcio». È anche la sfida tra i due allenatori italiani più bravi, in base alla votazione della Panchina d’oro: «Questo non è il confronto tra il primo e il secondo – dribbla Antonio –. Io e Vincenzo siamo giovani e vogliamo far bene». Conte manda un messaggio agli spettatori: «Sarebbe bello se ognuno tifasse solo per la propria squadra».