Juventus, c’è il rinnovo di Buffon: contratto fino al 2018

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Giorni intensi in casa Juve. L’agenda bianconera è ingolfata. Oggi pomeriggio la ripresa dei lavori in vista dell’anticipo di sabato (ore 17) contro la Samp e soprattutto della finale di Coppa Italia del 21 maggio contro il Milan. Questa sera la cena ufficiale per il quinto scudetto nella tenuta Agnelli di Villar Perosa. Mercoledì ci sarà anche il presidente all’annuncio in grande stile del rinnovo fino al 2018 di capitan Gigi Buffon e di Andrea Barzagli, che si danno altri due anni per rincorrere quella dolce ossessione che è la Champions League. Giovedì, infine, lo sbarco in Italia del brasiliano Matheus Pereira, 18 anni, centrocampista offensivo in arrivo dal Corinthians per 8 milioni di euro. Trequartista o mezzala all’occorrenza, i suoi 181 cm di altezza gli sono bastati per strappare il nomignolo di “Pirulão”, lo stangone.

JOHN ELKANN: “SIAMO GIOVANI, FORTI E ANCORA AFFAMMATI” – “La Juve di oggi è giovane, forte e ancora affamata”. Parole e musica di John Elkann, che questa sera ha ospitato squadra, dirigenza e staff tecnico bianconero presso la Villa Agnelli di Villar Perosa. Il quinto scudetto consecutivo, del resto, meritava una cena di gala. “Avete centrato un traguardo storico – ha sottolineato il presidente di Exor e FCA, rivolgendosi agli invitati – e quando si parla di storia, non c’è luogo più evocativo di questa villa e di questa cittadina per festeggiare il quinto titolo consecutivo. In questo luogo della tradizione, la cronaca diventa parte di una leggenda secolare. Una leggenda affascinante perché unica, in Italia e non solo. Ma questo è anche il luogo dove ogni anno rinnoviamo il patto tra una famiglia e una squadra, per preparare la stagione che verrà e guardare avanti, ai prossimi traguardi e ai trofei che aspettano di essere conquistati”. John Elkann ha quindi fatto un parallelo tra il Quinquennio d’Oro della Juventus e quest’ultimo lustro ugualmente trionfale: “Come dice Andrea: “Fino alla fine!”, e a noi la fine piace spostarla sempre un più in là, anzi sempre più in su, verso nuovi limiti e nuovi obiettivi. Qui forse sta la differenza con il Quinquennio d’oro degli anni 30, l’impresa che consacrò per sempre la Juventus come punto di riferimento del calcio italiano, guidata dall’entusiasmo del nonno di Andrea e di mio bisnonno Edoardo: nel giugno del 1935 furono in molti a notare che la squadra appariva alla fine di un ciclo sportivo e che il quinto scudetto consecutivo sembrava chiudere al meglio una fase irripetibile. La Juventus di oggi non sta chiudendo nessun ciclo: lo ha iniziato. Ha costruito una squadra e un’organizzazione, e la sta rafforzando ogni giorno. Impara dai suoi sbagli e tiene botta quando le cose vanno storte. Ci crede sempre e punta in alto. La Juventus di oggi è giovane, forte e ha ancora fame. La Coppa Italia è il nome del prossimo obiettivo. Poi verrà la nuova stagione, in Italia e in Europa. Dove noi vogliamo essere protagonisti. Nel brindare allo scudetto di questo anno, vi dico: non avete solo eguagliato la storia. Avete posto le basi per riscriverla, battendo i record e centrando nuovi entusiasmanti traguardi!”

LA JUVE VUOLE CONCEDERSI UN ALTRO BIS – La Juve vuole bissare l’accoppiata scudetto più Coppa Italia centrata l’anno scorso. Cercasi doppio double, un’impresa ancora inedita nella storia del calcio italiano e con appena cinque precedenti nei cinque massimi campionati europei (Athletic Bilbao 1930-31, Barcellona 1952-53, Saint-Etienne 1974-75 e Bayern Monaco 2005-06 e 2013-14). La marcia di avvicinamento alla finale di Roma è cominciata oggi con una seduta a base di atletica e tecnica. Riattaccata la spina dopo il blackout di Verona, e annullata la parata di sabato sul pullman scoperto, Massimiliano Allegri deve fare il tagliando alla formazione che affronterà il Milan nell’ultimo impegno stagionale. In questo senso, il tecnico attende risposte importanti dall’ultimo collaudo di sabato allo Stadium contro la Sampdoria, quando riavrà Lichtsteiner, Hernanes, Pogba e Mandzukic (squalifiche scontate), ma dovrà fare a meno di Alex Sandro, bloccato per un turno dal giudice sportivo.

ALTRO ESAME COPPA ITALIA PER NETO E CHIELLINI – Per la finale di Roma, quando mancheranno sicuramente Caceres, Marchisio (stagione finita per entrambi) e Bonucci (squalificato), ci sono sostanzialmente quattro osservati speciali, uno per reparto: Neto, Chiellini, Khedira e Morata. Il portiere brasiliano non ha colpe sui due gol incassati a Verona, uno in meno di quanti ne ha subiti Buffon in tutto il girone di ritorno. Le chiavi della porta dell’Olimpico romano saranno sue, ha detto Allegri che pensa di schierarlo anche contro la Samp per aumentargli minutaggio e autostima. Senza SuperGigi, la coppa verrebbe nuovamente alzata da quel Chiellini che, dopo quattro rientri fisicamente fallimentari (contro Frosinone, Inter ed Empoli e alla vigilia della Fiorentina), ha superato il crash-test nel finale del Bentegodi e potrebbe essere impiegato dal primo minuto contro i blucerchiati per valutare la tenuta. Discorso diverso per Khedira, quasi sicuramente out per l’ultima recita stagionale. Il tedesco corre contro il tempo per smaltire la lesione al polpaccio, ma la sensazione è che punti soprattutto a recuperare
in tempo per gli Europei. Per rimpiazzarlo, è corsa a due tra Sturaro e Asamoah, con Pereyra terzo incomodo, in un centrocampo che verrà completato da Lemina e Pogba. C’è molto più ottimismo per il recupero di Morata, che potrebbe sostenere un test nella ripresa di Juve-Samp. Già, perché contro i blucerchiati e quasi certamente anche davanti al Diavolo Allegri si affiderà al duo Dybala e Mandzukic, l’usato più garantito.

La Repubblica