Juventus, Bonucci sarebbe una perdita grave. Ma 60 milioni per un 29enne…

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Nel calcio come nella vita, non esiste la scelta perfetta. Quella che porta solo benefici senza rimpianti. La sa molto bene anche la Juventus, alle prese con l’assalto del Manchester City per Leonardo Bonucci. Dire che Guardiola si è impuntato per averlo è persino riduttivo: davanti alle difficoltà della trattativa Pep non vuole sentire ragioni. “Voglio lui, prendetemelo e basta”. Il giocatore è già stato lusingato con una proposta da 40 milioni netti complessivi per 5 anni. Anche Leo, innamorato di Juve e vero simbolo di juventinità, sta vacillando. Ma cosa dovrebbe fare la società?
PERCHE’ VENDERLO — La proposta da 60 milioni, non ancora formalmente recapitata alla Juve, è di quelle che sono difficili da rifiutare. Bonucci, se l’affare si chiudesse, diventerebbe il difensore più pagato nella storia del calcio, davanti a David Luiz. Il giocatore ha appena compiuto 29 anni: logico pensare che un’offerta del genere non verrebbe più recapitata tra un anno o due. Se la Juve era soddisfatta per la plusvalenza realizzata con Morata, in questo caso gli uomini dei conti bianconeri farebbero uscire il sorrisone da sbiancante delle dive di Hollywood: 60 milioni per un giocatore pagato circa 15 nel 2010, tra l’altro già totalmente ammortizzati. Le motivazioni del sì sono esclusivamente economiche: anche per il giocatore rifiutare un ingaggio praticamente doppio rispetto a quello attuale (che potrebbe salire, ma “solo” fino a 4.5 dagli attuali 3.7 milioni ) sarebbe complicato.

PERCHE’ NO — Chi ha seguito la Juve di Massimiliano Allegri sa che Bonucci, tra i top al mondo nel ruolo, è un insostituibile. Tecnicamente ed emotivamente. La sua crescita in marcatura è stata esponenziale e ha acquisito ulteriori certezze nel suo notevole talento. Senza Pirlo, l’inizio della manovra è spesso passato dai suoi educatissimi piedi. Con accanto Barzagli e Chiellini, ha costruito una difesa quasi inespugnabile. L’unico difensore con cui si potrebbe pensare di sostituirlo è Hummels, fuori portata e appena andato al Bayern. Senza di lui, facile che Allegri debba accelerare alla difesa a 4, da sempre la sua preferita. Sarebbe una Juve molto diversa. E con meno qualità. Già la perdita di Morata era stata grave, questa per certi aspetti lo sarebbe anche più di quella di Pogba, altro campione lusingato da sceicchi e affini. Per non parlare di cosa rappresenta a livello di spogliatoio: un leader, nelle parole e negli atteggiamenti. Uno che se è squalificato, va a vedersi la partita in curva coi tifosi. Che lo adorano e stanno già lanciando le freccette sull’immagine di Guardiola. “Se proprio ti piace tanto – twittano – vieni tu ad allenare la Juve…”.

La Gazzetta dello Sport