Juventus-Benfica 0-0: batosta europea

tevez

Un sogno diventato un incubo. E’ ancora amara l’Europa per la Juve. Rabbia, lacrime e botte. Pure quelle. Ha fatto festa il Benfica. Il vecchio catenaccio all’italiana ha funzionato. Il muro rosso ha retto. Altro che terzo tempo. Nel tunnel che portava agli spogliatoi al triplice fischio è successo il finimondo. Schiaffi, manate, insulti. Di tutto, di più. Ci è voluto più di qualche minuto per riportare la calma. Insomma niente finale in casa per la Signora. Bastava un gol, solo uno per ribaltare il 2-1 dell’andata e presentarsi il 14 maggio all’appuntamento con la storia, invece, non è arrivato. Eppure l’avrebbero meritato per quello che hanno fatto vedere, per le occasioni create. L’Europa League se la giocheranno Benfica e Siviglia. La fortuna dà e toglie. Non c’è ranking Uefa che tenga quando di mezzo c’è la Signora. Adesso però anche il Portogallo ci supererà in classifica, prendendosi il quarto posto. Da brividi la coreografia. Aveva chiesto la bolgia Antonio Conte. E’ stato accontentato. 

In tribuna c’era pure Diego Armando Maradona, invitato da Tevez, ma ha fatto sapere che ha tifato per i portoghesi. Lo Juventus Stadium era un mix di colori e calore. Il Benfica è sceso in campo tutt’altro che intimorito. Non si è lasciato influenzare. D’altronde la squadra di Jorge Jesus è abituata a questi palcoscenici, è partita forte con il suo 4-2-4 che in fase difensiva si trasformava in un 4-1-3-2 molto equilibrato. E’ stato un fuoco di paglia. La Juve ci ha messo qualche minuto a prendere le misure e a guadagnare campo, costruendo azioni a ripetizione (10-1 nella prima frazione). E’ stato un tiro al bersaglio, che però non ha dato i frutti sperati. A ripetizione ci hanno provato un po’ tutti, da Pirlo a Vidal (quello che ci è andato più vicino), passando per Tevez, Bonucci e Pogba. Gli ospiti hanno preferito aspettare e ripartire in contropiede, gestendo il vantaggio dell’andata. Nella ripresa stesso canovaccio, da subito. Forcing bianconero a caccia del gol qualificazione sotto una pioggia scrosciante. Brivido per Buffon, fortunatamente Rodrigo non ha inquadrato la porta. Doppio giallo per Perez. Benfica in inferiorità numerica. Jorge Jesus corre ai ripari, fuori un attaccante, dentro un centrocampista. Conte risponde prima con Giovinco per Bonucci, poi inserendo rispettivamente Osvaldo e Marchisio per Llorente e Vidal. L’arbitro annulla giustamente un gol ad Osvaldo per fuorigioco. Tensione alle stelle nel finale. Un battibecco fra Jesus e Chiellini ha innescato una rissa. Vucinic e Markovic che erano in panchina sono stati espulsi. E’ stata una sfida interminabile. Una battaglia. Sei i minuti di recupero. Pochi per quello che era successo. Non è bastato. Niente gol, niente finale, niente sogno. Che peccato.

IL MESSAGGERO