Juventus, Allegri e il rischio ripartenza. Moutinho o Fernando per la regia

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“L’ultima partita prima di Natale è come la prima dopo la sosta: può riservare dei trabocchetti”, avvisò Massimiliano Allegri la scorsa settimana, anticipando il calo di concentrazione palesato dai suoi nel finale della sfida contro il Carpi. Il calendario è amico della Juventus, visto che dopo aver chiuso il 2015 contro la penultima forza del campionato, i bianconeri inaugureranno il loro 2016 allo Stadium contro il Verona (mercoledì 6, ore 15) fanalino di coda della Serie A: altra tappa da non fallire in quella “cronometro individuale”, Allegri dixit, che dovrà portare la Juve oltre quota 80 punti. Ma alla Signora girerà bene anche più avanti, quando tutte le big ad eccezione di Fiorentina e Milan saranno costrette a farle visita allo Stadium: per i bianconeri, l’occasione ideale per prendersi una rivincita dopo certi ko (contro Roma e Napoli) negli scontri diretti del girone di andata. Insomma, poteva andare peggio. La storia recente bianconera consiglia però di non prendere sottogamba la ripresa del campionato, ovvero il prossimo impegno contro il Verona dell’ex Toni, voglioso di imitare l’altro ex Borriello, in gol con il Carpi.

ALLEGRI VUOLE EVITARE UN’ALTRA FALSA (RI)PARTENZA – I numeri freddi ma sinceri dicono infatti che nell’ultimo lustro la Signora è scivolata in due occasioni al riavvio del torneo, sempre in casa, contro le non irresistibili Parma (1-4 nel 2011) e Sampdoria (1-2 nel 2013), ottenendo anche un pareggio contro l’Inter (2015) e due vittorie contro Lecce (0-1 nel 2012) e Roma (3-0 nel 2014). Totale: 7 punti in 5 partite, un bottino piuttosto limitato per la prima della classe. Ecco perché alla ripresa della preparazione, fissata per martedì pomeriggio a Vinovo, il lavoro sarà doppio. Oltre all’allenamento di carattere prettamente atletico, utile a smaltire i bagordi natalizi e a mettere nuova benzina nelle gambe, i bianconeri si sottoporranno a qualche seduta di carattere psicologico-motivazionale, onde evitare nuovi pericolosi cali di concentrazione con annessa inevitabile sfuriata di Allegri formato Hulk. Guai a ripresentarsi a Vinovo con la pancia piena, in senso metaforico e non. Il tecnico vuole vedere una Signora follemente affamata, per dirla con Steve Jobs. Guai a incappare in un’altra falsa (ri)partenza, dopo quella di inizio stagione. E’ vero che l’Inter è ormai nel mirino, a +3, ma la rimonta non è ancora completata. E nemmeno quel filotto di dieci successi consecutivi auspicato un paio di mesi fa dai senatori Evra e Buffon.

CERCASI REGISTA: BANEGA, MOUTINHO O FERNANDO? – Allegri conta di riavere presto in gruppo il lungodegente Pereyra, fermo a 9 presenze stagionali (l’ultima due mesi fa) dopo i 52 gettoni dell’anno scorso (tanti quanti gli stakanovisti Bonucci e Marchisio). Oltre al trequartista argentino, elemento chiave per variare sul tema del 3-5-2 e riproporre il 4-3-1-2, il tecnico conta di recuperare un altro tassello per il centrocampo dal mercato di riparazione. Si cerca sostanzialmente un elemento di lotta e di governo, un regista che permetta a Marchisio di tornare al suo vecchio mestiere di assaltatore. Presto entrerà nel vivo il lavoro dell’ad Beppe Marotta, che sin qui ha incassato un primo “no” del Borussia Dortmund per il tedesco Gundogan: in settimana è previsto un nuovo assalto, ma la trattativa sembra destinata a tornare di attualità in estate. Si fa dura anche per il

francese Rabiot, quotato non meno di 12 milioni da quel Psg che contende ai bianconeri il giovane Mandragora, centrocampista prestato dal Genoa al Pescara. Più semplice arrivare all’argentino Banega, benché non utilizzabile in Champions League avendola già giocata con il Siviglia. Ecco perché stanno prendendo sempre più quota le alternative che rispondono ai nomi del portoghese Moutinho (Monaco) e del brasiliano Fernando (Sampdoria): attenti a questi due.

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