Juventus, Allegri: “A Zagabria tre punti essenziali. E in mezzo gioca Hernanes”

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C’è un pericoloso problema di “approccio” e Max Allegri, navigato nel mare della Champions, lo sa benone. E poi c’è una parola, “illusione”, che il tecnico della Juve ha ripetuto spesso nella conferenza di presentazione della sfida europea di domani in casa della Dinamo. Qui a Zagabria, dopo il deludente pari dello Stadium contro il Siviglia, non è ammesso il pari: “Tutti si illudono che la Juventus debba vincere tutte le partite 3-0 – ha ribadito Allegri -. Invece dobbiamo ritornare con i piedi per terra ed essere pratici e concreti: bisogna sudare, faticare e giocare bene. E questa è la cosa che mi preoccupa di più, perché l’illusione porta superficialità, la superficialità porta all’errore. Non possiamo pensare di giocare sette partite in un mese sempre alla perfezione tecnicamente”.

NIENTE CATASTROFI — Parole affilate, certo, ma senza cadere mai nel catastrofismo: “Nessun problema se noi torniamo con i piedi per terra e fatichiamo come è normale nel calcio – l’aggiunta di Allegri -. Ogni volta che andiamo in campo e al 45′ non siamo 3-0 non deve esserci una delusione fuori dal normale, non deve essere vissuto tutto come un fallimento. Questo non mette in dubbio quello che ho detto, che la squadra è ai livelli delle prime quattro d’Europa”. Intanto, in vista di domani, Allegri ha generosamente dettato in parte la formazione: “Il trio in mezzo è Khedira, Hernanes, Pjanic. E Higuain gioca”. Proprio sul Pipita qualche parola in più per caricarlo nella rincorsa al primo gol in trasferta: “Ha caratteristiche diverse da Mandzukic e dobbiamo imparare a conoscerlo. Ma la conoscenza dei giocatori passa attraverso gli allenamenti, le partitelle, le partite di campionato”.
CHIELLINI — Accanto all’allenatore, c’era un suo concittadino, che ha sviscerato concetti simili su ciò che aspetta la Juve in Croazia. Con un paragone scivoloso: “E’ una gara rischiosa, mi viene in mente Bate Borisov-Roma della scorsa Champions – ha aggiunto Giorgio Chiellini -. Con tutto il rispetto per il Bate, è nettamente inferiore alla Roma, eppure… Queste sono trasferte difficili: se approcciate nel modo giusto, vinci e uno non si ricorda. Se approcciate nel modo sbagliato, riesci a pareggiare solo all’ultimo come è successo alla Roma. Ti complichi la vita, spendi energie e fai molta più fatica”.

La Gazzetta dello Sport