Juvemania: Cuadrado? Meglio Berardi

JUVE CUADRADO

In altra circostanza avrei detto: “Calma e gesso”. Ma la sconfitta della Juventus, all’esordio in campionato contro l’Udinese, non può essere archiviata come ha fatto Allegri con un ovvio: “Il campionato è una maratona”. Parole retoriche. Che il campionato sia lungo e che una sconfitta non infici il risultato finale altrettanto ovvio. Allegri ha tanti meriti, al pari della squadra, vittoriosa solo poche settimane fa in Supercoppa Italiana, dopo l’ennesimo scudetto e una stagione fantastica impreziosita da tre trofei e una finale di Champions. Nondimeno archiviare una sconfitta storica ( Juve battuta per la prima volta in casa alla prima di campionato) con frasi di circostanza significa eludere la gravità (anche mediatica) dell’accaduto. Significa non aver colto i problemi di una squadra che ha giocato male, impotente davanti ad una formazione (l’ Udinese) che pratica – a mio parere – un brutto calcio, ma che ha avuto il merito di non far giocare la Juventus. Una Juventus incapace di ragionare e di produrre gioco. Dissento da Allegri che parla di Juventus presa dall’ansia, di buon gioco nel primo tempo, di occasioni fallite di un soffio. Sì le occasioni, tutte “sporche”, sono state fallite di poco. Sì, subita la rete di Thereau la Juve ha perso ulteriormente lucidità. Ma non è vero che prima avesse giocato bene. Aveva giocato male: prevedibile, senza idee, scolastica e francamente noiosa. Come certe Juventus di Ranieri o di Del Neri: vorrei ma non posso. L’Udinese a Torino non ha vinto il biglietto della lotteria. E’ andata in campo con una missione precisa: distruggere, aspettando un “regalo”. Che puntualmente è arrivato. La Juve ha fatto poco per evitare accadesse. Si sapeva che sarebbe stato complicato ricominciare con tanti elementi nuovi. Il problema è che la Juve gioca ancora come se ci fossero Pirlo e Tevez. Dopo le amichevoli e due gare ufficiali non si è ancora vista una idea alternativa di gioco . E se gioca Coman, usato per una stagione col contagocce, qualche cosa non quadra.

Si dirà che la Juventus era priva di Marchisio, Morata e Khedira: vero. Assenze pesanti. Si dirà che sostituire Tevez, Pirlo e Vidal è impossibile. Vero anche questo. Si dirà della “condizione” relativa, stante la preparazione raffazzonata. Questo è vero solo in parte: anche la Lazio ha avuto una preparazione macchinosa. Ma contro il Bologna per almeno un tempo è andata come una lippa. E con alterna fortuna anche con il Bayer Leverkusen.

Il vero problema – a mio parere – della Juventus sta in un errore iniziale. La rosa andava ringiovanita. Anche la difesa. Ringiovanire, vale a dire cambiare, richiede tempo e pazienza. Cose invocate da Allegri e che vanno concesse. Nondimeno dal precampionato la Juve non è migliorata. Vittoria a parte, anche a Shanghai non aveva incantato. Ma ci sono errori – a monte – che potevano essere evitati. E qui entra in ballo, con Allegri (che visibilmente ha dato il suo assenso alla linea societaria) anche la dirigenza.

E SE MARCHISIO SI FERMA ANCORA? – L’avevo segnalato prima di partire per le vacanze : e se si fa male Marchisio? Non è il commovente Padoin a poterne fare le veci: lo si è visto. Meglio sarebbe stato cercare subito un “sostituto” di Pirlo. Mettiamo un Banega (mettiamo) se proprio Gundogan risultava inavvicinabile. Tenendo Marchisio come mezz’ala ed evitando di assumersi il “rischio” Khedira. Al quale faccio tutti gli auguri possibili. Ma contemporaneamente incrocio le dita: un Andrade nella storia della Juventus basta e avanza.

Io sono uno convinto che senza un regista, una squadra non possa giocare. O meglio: può farlo. Ma gioca ad episodi. Benedetta la stirpe dei Verratti, Modric, Xabi Alonso, Tourè, Xavi, Arteta. Contro l’Udinese tutti hanno potuto verificare quanto conti la “velocità“ della palla gestita da un artista come Pirlo. Anche un Pirlo in “passeggiata“.

Nessuna, invece, alternativa a Pirlo. Neppure un vice Marchisio, magari un giovane di belle speranze come Baselli che il Torino (complimenti) ha preso per cinque (dieci per l’accoppiata Baselli, Zappacosta) milioni di euro. Ma neppure (mentre la telenovela Draxler continua) un trequartista. Ora questa squadra con l’ottimo croato, con Llorente (che doveva essere ceduto e che invece a quanto pare sloggerà per almeno una stagione Zaza ) ha bisogno di gente che crossi e che li inneschi. Sono grossi, pesanti. Sono finalizzatori, sono concettualmente l’opposto di Tevez. Sono arrivati anche Alex Sandro e Cuadrado. Dico subito che il primo mi piace molto, il secondo meno. Piaceva a Conte. Ma il fatto di piacere al Ct della nazionale non toglie che Cuadrado sia un solista anarchico mai determinante nella sua Nazionale, fallimentare nel Chelsea. Incantava con Montella. Che ad un certo punto gli aveva dato libertà totale: destra, sinistra, esterno, interno . Cuadrado è un “ venezia “. Se è in giornata fa impazzire i difensori. Se è in giornata. L’augurio è che alla Juve trovi continuità e disciplina tattica. Alla Juve serve un’ala che attacchi e copra, non un giocatore da rabona . Cuadrado può fare le fortune della Juve, ma anche metterla in difficoltà. Al Lecce stava all’ombra di Muriel. L’Udinese non ci ha creduto. Ci ha creduto Montella, evitando di allenarlo. Arrivato a Londra, Mourinho, dopo un paio di passi doppi l’ha posteggiato in cantina assieme ad Oscar e Falcao per un “speciale“ elogio dello spreco. Chiedersi una cosa: le condizioni economiche sono certamente risultate vantaggiose. Ma non mi pare che per Cuadrado ci fosse la fila. Eppure in Italia Mancini cerca un giocatore simile. Eppure alla Roma se ne stanno andando Gervinho, Iturbe e forse il serbo. E anche Sabatini cerca un esterno. Eppure il Bayern ha preso Douglas Costa, non lui per sostituire Ribery. O no?
SERVIVA BERARDI – Tutto questo la Juventus poteva risparmiarselo: bastava che a Torino al posto di Zaza avesse fatto arrivare (auguri per l’infortunio) Berardi. Esterno con capacità da trequartista. Non si dica : non era pronto. Uno che in due stagioni fa trenta gol (meglio di Messi alla sua età) oltre a un numero considerevole di assist “è pronto“. Per quale motivo Marotta abbia deciso diversamente, lo sa lui.

In conclusione: no, regista, no party. No trequartista, no party. Chi è causa del suo mal: e quel che ne segue. Poi ci sono anche altre cose. La prudenza con la quale Allegri adopera Dybala che visibilmente è oggi, il più tecnico tra i giocatori in rosa alla Juventus, non mi convince. Ma c’è stato anche l’infantilismo di Coman che gioca con gli uomini ma pensa ancora da bambino. C’ è stato l’approccio sbagliato di Pogba al campionato, imbustinato nella sua nuova maglia numero 10 . Essere un “dieci“ significa essere speciali. Lui lo è. Lo ha fatto ripetutamente vedere. Ma per essere speciali non serve strafare. Serve giocare con la medesima intensità per tutta la gara: tutte le gare. Pogba è unico. Ma non può più permettersi di essere il “giovane“ che ancora è. Deve lasciare il segno: sempre. Si dedichi a corner e punizioni dopo l’allenamento come facevano Pirlo, Zico e Platini. Lo fa anche Cristiano Ronaldo. Non lo faceva Maradona: se hai il piede sinistro di “dio“, del resto, cosa altro ti serve?

ALLEGRI: QUALE MODULO ? – Ancora un paio di cose. La prima: con Cuadrado e Alex Sandro la Juve giocherà immagino con il 4-3-3. Farlo con il 3-5-2 e con due esterni tanto offensivi sarebbe un suicidio. Ma dovesse arrivare alla fine Draxler (che ha leve lunghe e va in progressione più che nello stretto, che apre il gioco più che cercare il ricamo sottomisura) come sistemerebbe la squadra Allegri? Cuadrado a destra, Mandzukic in mezzo e Draxler a sinistra? Quanta panchina sarebbero – a quel punto- destinati a fare Morata, Dybala, oltre al prediletto Coman e a Llorente? Perché mettere a sedere il croato – per come la vedo io – sarebbe follia. Il 4-3-3 sarebbe questo: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pereyra (Khedira), Marchisio, Pogba, Cuadrado, Mandzukic, Draxler. Quanto potresti tenerli lontano dai dolori di fegato i Morata, Dybala, llorente e Coman? Non sarebbe stato più logico Buffon, Litch, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Marchisio, Gundogan, Pogba, Berardi, Mandzukic e Dybala? Avrebbero speso meno. E a mio avviso sarebbero stati più logici. Perché un genio della lampada in mediana ti agevola la chimica . Questo significa che boccio il mercato della Juventus? No, non lo boccio. Anzi mi piace. Tutti buoni quelli che sono arrivati. Con l’interrogativo di cui sopra, Khedira. Buon mercato futuribile: non ottimo. Solo l’arrivo di Gundogan lo renderebbe ottimo. Oggi la Juve sembra una supercar con problemi allo sterzo: senza stabilità. Io al posto di un un trequartista rivelatosi impossibile (li hanno sgranati tutti, Draxler, De Bruyne, Silva, Nasri, Oscar, Pastore, Ozil, Goetze, l’armeno di Raiola, Lavezzi, Willian, Isco, quel Gerson che poi si è pappato la Roma, e certamente ne dimentico altri) avrei preso per le corna subito il toro Gundogan. E con il tedesco di origini turche, avrei preteso Berardi. La Gazzetta dello Sport ha ipotizzato ci sia stata anche una pressione di Conte nella decisione (concordata) di far restare il talento del Sassuolo in neroverde per averlo in Nazionale, rodato e titolare. Non ci credo: sarebbe stata una indebita ingerenza. No, io credo che al netto della finanza creativa di Marotta, ci sia stato probabilmente anche l’impegno del Sassuolo a cedere, la prossima stagione alla Juve , quel terzino che Di Francesco non ha voluto mollare al Napoli.

UNA DELUSIONE PAZZESCA – Tanto casino per una gara parsa? Sì tanto. La Juve è la Juve. Deve sbranare La sua leggenda si è costruita così. Gli avversari solitamente, perdono già nel tunnel che porta al campo. La Juve può perdere, non giocare male. E con l’Udinese la Juve ha giocato male e deluso: 42.000 spettatori in uno stadio pieno come un uovo, che erano andati lì per gioire ed applaudire. La Juve ha giocato male offrendo uno spettacolo non all’altezza. Se ti chiami Juve hai la responsabilità di sapere che vincere è l’unica cosa che conta. Un serbo astuto ha scippato la frase alla Signora. Ma la frase appartiene a Madama. La coniò Giampiero Boniperi. Uno che se avesse giocato domenica, avrebbe preso a calci nel fondoschiena più di un compagno. E all’allenatore a fine gara, probabilmente avrebbe detto le sue. Era uno che lo faceva. Se lo poteva permettere: lui è stato (e ancora è) l’Uomo chiamato Juventus.

LA FIGURACCIA DELLA LEGA – La seconda: la Juventus (al pari della Lazio) non può concedersi esibizioni terzomondiste come quella vista a Shanghai. A parte la Coppa conquistata, un vero disastro: campo di patate, regia televisiva da scherzi a parte, dobloni non ancora versati. Le responsabilità sono visibilmente della Lega: tutte. Non lo sapevano? Male, avrebbero dovuto informarsi bene sui “compratori“ dell’evento. In Cina brillano per i falsi e i tarocchi. Cautelarsi sarebbe stato doveroso. Il calcio italiano (come se non bastassero i noti problemi) ha fatto una pessima figura. La Juventus e la Lazio sono state coinvolte, loro malgrado. La Juventus di sicuro. La Lazio chissà, visto che in Lega, il suo presidente qualche cosa conta.

ROMA-JUVENTUS: GUAI AI VINTI – Dopo la sosta Roma–Juventus. Garcia è partito piano a Verona: deve vincere e convincere. Ma se Madama dovesse ancora steccare, soprattutto sul piano del gioco, sarebbe vero allarme. Allegri osi e veda di non essere banale. Alla Juventus vige da sempre il profilo basso. Questo non significa un profilo scontato. Tipo la scelta di intasare ulteriormente l’area dell’Udinese con un altro bestione (Llorente ), quando era evidente che il campo era da “ allargare” magari con Coman e Dybala assieme al croato, rinunciando alla difesa a tre.
Io la penso così. Ma io per fortuna non siedo sulla panchina della Juventus.

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