Juve, travolto il Cagliari, sfondato il muro dei 100

JUVENTUS_SCUDETTO_2014

Centodue punti senza troppa fatica. E’ una festa in tutti i sensi, la partita è un formalità, una passerella, l’antipasto dello spettacolo vero, quello che inizia al novantesimo con l’ultima grande celebrazione dello storico trentaduesimo scudetto della Juventus. 

Conte schiera i migliori e la Juventus scende in campo con la grinta di una partita vera. Ma la partita vera dura pochissimo: all’8′ una punizione dal limite permette a Pirlo di segnare il suo settimo gol da calcio piazzato con una pennellata da artista. Il Cagliari non reagisce, la Juventus non molla. Passano meno di dieci minuti e un’azione insistita dopo un corner mette nelle condizioni Llorente di battere a rete per la sedicesima volta in campionato (18 in totale), bruciando Conti e Silvestri. La terza rete è un capolavoro di Marchisio che in area aggancia al volo un pallone vagante, lo controlla e prima che tocchi terra spara un tiro violentissimo in rete. 

Sul 3-0 la Juventus si ferma. C’è spazio per Rubinho, il terzo portiere che conquista la sua prima presenza e soprattutto per Simone Pepe che riesce a fare festa con pochi, ma incoraggianti, minuti in campo. La ripresa è una lunga attesa per il grido finale. Attesa nella quale non mancano macchie, come lo striscione “Speziale libero” (comparso in curva ma duramente contestato dallo stadio che dà un bel segnale di civiltà). Ma i cori sono soprattutto per Conte: con la Juventus campione già da diverse settimane, il fiato dei tifosi juventini rimane sospeso per lui e i tre gol per chiudere la stagione non cancellano l’ansia di perderlo.

In compenso restano i record, impressionanti, di questa squadra che ha vinto tutte le partite in casa e ha raggiunto la strabiliante quota di 102 punti: in Italia non c’era riuscito mai nessuno, neppure le squadre che si sono fregiate di grandi epiteti sono riuscite a tenere il ritmo di questa squadra. Lo scudetto assegnato oggi entra nella storia e ci rimarrà per sempre.

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