JUVE, TEVEZ NON BASTA

tevez

LISBONA Finalmente Tevez. Ma non è bastato. Ha vinto il Benfica. E’ finita due a uno nel primo round della semifinale di Europa League. L’Apache non segnava dall’aprile del 2009. Ha pareggiato lui. L’uomo più atteso. Un colpo di testa di Garay ad una manciata di minuti dall’avvio aveva aperto le danze. La zampata dell’argentino nella ripresa aveva ribaltato tutto. Sembrava fatta. Poi Lima nel finale, entrato al posto di Cardozo, ha fatto esplodere il Da Luz. Discorso qualificazione rinviato al 1 maggio, allo Stadium, per il ritorno. Stesso discorso per l’altra semifinale, nella quale il Siviglia ha battuto in casa il Valencia per 2-0, reti di M’Bia e Bacca. 
LA TATTICA
Lontano dall’Italia però è un’altra cosa. Contano i dettagli. La tattica. Jorge Jesus non è uno sprovveduto. La Juve l’ha studiata. Il 3-5-2 di Conte non aveva segreti per lui e in campo si è visto, perché rispetto alle indicazioni della vigilia ha mescolato le carte, optando per un 4-3-3 europeo, con il play davanti alla difesa, più offensivo, capace di esaltare più i difetti in fase difensiva che i pregi della Signora. Il tecnico salentino aveva apportato accorgimenti contro il Real Madrid, giocandoci a specchio. Ieri sera ha preferito intraprendere la sua strada e continuare con il 3-5-2 anche quando nella ripresa la Juve era crescita e più che cambiare un attaccante con un altro attaccante, forse sarebbe stato più opportuno aggiungerne uno. 
L’APACHE
Gli è andata bene. O almeno così sembrava quando Tevez con un’azione personale da campione aveva pareggiato i conti. Le squadre portoghesi gli portano bene. L’ultima volta che aveva timbrato il cartellino in Europa di fronte c’era il Porto. Ieri sera è toccato al Benfica, che si è dimostrato un rullo compressore davanti al suo pubblico. Il volo dell’aquila aveva aperto le danze. Una manciata di minuti più tardi il boato: calcio d’angolo, stacco imperioso di Garay (con dormita di Bonucci) e palla nel sacco. I piani di Conte sono saltati subito, perché i suoi ragazzi sono stati costretti ad alzare il baricentro, rischiando troppo sulle ripartenze dei padroni di casa. Ne ha beneficiato lo spettacolo, perché la sfida si è accesa. Sterili i tentativi di Tevez e Vucinic. Nella ripresa i bianconeri sono scesi in campo con un piglio diverso. Ci hanno creduto e con Tevez hanno trovato il jolly, che potrebbe essere prezioso fra una settimana a Torino, dove servirà un’altra Juve vincere per ribaltare tutto e prendersi la finale del 14 maggio in casa.

Benfica (4-3-3): Artur 6; Maxi Pereira 6,5, Luisão 6, Garay 7, Siqueira 6,5; Markovic 7, Perez 6, Andrè Gomes 6,5 (37′ st Cavaleiro ng); Sulejmani 6,5 (15′ st Andrè Almeida), Cardozo 6 (17′ st Lima 7), Rodrigo 6,5 All.: Jorge Jesus 7
Juventus (3-5-2): Buffon 6; Caceres 6, Bonucci 5, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Pogba 6, Pirlo 6, Marchisio 5, Asamoah 5,5; Vucinic 5 (20′ st Giovinco 6), Tevez 7 (37′ st Osvaldo ng) All.: Conte 6
Arbitro: Cakir 6
Reti: pt 3′ Garay, st’ 28 Tevez, 39′ Lima 
Note: 55 mila spettatori circa. Ammoniti: Andrè Gomes, Pogba. 

IL MESSAGGERO