Juve, Tevez e il tabù Champions: appena un gol in trasferta in carriera

TEVEZ_CARLITOS

Ci sono storie d’amore che filano via lisce senza nessun intoppo e altre che seguono percorsi tortuosi. Se dovessimo scegliere un aggettivo per descrivere il rapporto tra Carlitos Tevez e la Champions League, forse il più appropriato potrebbe essere complesso. Un colpo di fulmine che poi si è trasformato in una specie di sortilegio. Carlitos ha vinto la Coppa il primo anno in cui l’ha giocata, poi però non è mai più riuscito a essere protagonista: 37 partite, 8 gol, pochi per un campione come lui, che in campionato è solito tenere medie-gol impressionanti. Lui e la Juve in questo si assomigliano, perché anche la storia bianconera in Europa è bella e strana: sette finali di Coppa Campioni o Champions, due sole vittorie e appena tre gol segnati nelle finali. Un sortilegio, quasi. Tevez conosce i sintomi del mal di gol, è stato costretto a conviverci a lungo: contro il Malmoe nella gara d’andata è tornato a esultare in Champions dopo 1988 giorni d’astinenza. Quella sera si è regalato una doppietta, poi è andato a mille in campionato ma in Europa si è fermato lì. Malmoe è il posto giusto per chiudere il cerchio e interrompere un altro sortilegio: quello dei gol segnati in trasferta in Champions League. Carlitos ne ha realizzato uno solo, più di sei anni fa a Lione (20 febbraio 2008). Poi è iniziata una lunga attesa: sono passati 2470 giorni. Quasi un’eternità.

GOL E TROFEO — Il Tevez versione Manchester United aveva i capelli lunghi e la stessa ferocia agonistica di adesso. Entrò al posto di Scholes e poco più di venti minuti dopo segnò di destro. Era l’andata degli ottavi di finale, finì 1-1 e lo United passò il turno con il successivo 1-0 in Inghilterra. Carlitos firmò quattro reti europee quell’anno, poi si prese la responsabilità del primo rigore contro il Chelsea nella finale. Segnò e poco dopo sollevò il trofeo. Il primo e unico, come la rete in trasferta, arrivata proprio in quella stessa stagione fortunata. Strana coincidenza.

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