Juve: Mandzukic, Alex Sandro e Pogba da sballo. Ma è la vittoria di Allegri

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Sotto gli ombrelloni d’agosto commentare il sorteggio dei gironi di Champions è disciplina diffusa quasi quanto ammirare i bikini più attraenti. “La Juve è finita in un gruppaccio, sarà già dura passare” dicevano in molti. Anche se il campo ci ha detto che il girone D era più abbordabile del previsto, con un Siviglia in disarmo, essere agli ottavi con un turno di anticipo è un grande successo di Massimiliano Allegri. Un tecnico che, nonostante l’ultima stagione da posto in prima fila negli annali bianconeri, è sempre in discussione. La scelta di escludere Morata e Cuadrado ha scatenato reazioni che definire negative è un eufemismo, dai sorrisini ironici agli improperi dei tifosi. Ancora una volta invece Allegri ha dimostrato di conoscere al meglio la sua Juve, incartando la partita del City con un 3-5-2 che ha concesso pochissimo a una squadra poco evoluta tatticamente ma che crea occasioni con grande facilità. Navas e De Bruyne venivano sempre raddoppiati sull’esterno, Aguero ha avuto una sola palla giocabile, servitagli da… Marchisio.

QUESTO SÌ CHE È MANZO — Uno dei grossi problemi di inizio stagione era quello di non riuscire a servire Mario Mandzukic, il cui sacro fuoco del gol va alimentato con cross dalle fasce o dandogli palloni in area da calciare di prima, come in occasione della girata sventata da Joe Hart. Il croato ha subito trovato il gol, spazzando via l’evidente mediocrità di Otamendi nel confronto fisico. E si è poi esaltato nel lavoro di squadra. Non lo vedrete mai saltare l’uomo, ma a questi livelli è uno che ci sta eccome. Ora Allegri spera che il problema fisico che lo ha costretto a uscire sia di poco conto (come pare) e che possa trovare continuità. Magari con Alex Sandro e Cuadrado a fargli compagnia.

CHE COLPO ALEX SANDRO — Che sapesse attaccare e crossare lo sapeva chiunque in grado di andare a vedere dei video su Youtube. La vera rivelazione è stata vederlo perfettamente a suo agio nelle letture difensive e in un paio di diagonali. Cerci lo aveva messo in imbarazzo col Milan, Jesus Navas non lo ha mai impensierito. Occhio, perché se l’ex Porto è questo quando lo attaccano, Allegri non lo toglierà più. E una Juve che apre il campo anche a sinistra con lui ha un’arma impropria.
RIECCO IL POLPO — Per tornare quella degli ultimi 6 mesi dell’anno scorso, la Juve ha bisogno delle sue certezze. Gigione Buffon, tanto per cambiare, ha salvato il risultato. La difesa è rimasta imbattuta, concedendo su azione manovrata solo l’occasione buttata via da Sterling. Ma soprattutto abbiamo rivisto lampi del vero Paul Pogba. Il confronto con l’idolo di sempre Yaya Touré lo ha caricato: negli occhi resterà la progressione che ha avviato il primo gol, con l’altro golden boy Kevin de Bruyne che non riesce nemmeno a buttarlo giù. Ma ciò che fa ben sperare è la consistenza mostrata del francese, per una volta quasi mai gigione e sempre concreto nell’atteggiamento in campo. Che la confusione post-addio dei mammasantissima sia finalmente alle spalle?

La Gazzetta dello Sport