Juve esagerata Asfaltato il Parma

TEVEZ_CARLITOS

Una non partita. Tutto qui. Perché è vero che la Juve è squadra quadrata eccetera eccetera, ma il Parma visto ieri a Torino è semplicemente una «non squadra». Penalizzata dalle assenze e va bene, ma mai in partita davvero con la testa. Finisce 7-0 per i campioni d’Italia, a segno due volte con Llorente, Tevez (super il suo primo gol, al termine di una cavalcata lungo tutto il prato e doppio dribbling degno di Maradona) e Morata, più una rete di Lichtsteiner. Il commento potrebbe finire qui, ché davvero c’è poco da aggiungere: peggiore sconfitta della storia per gli emiliani, il cappello di Donadoni più fradicio che mai e chissà quali sensazioni sotto la giacca a vento di un allenatore che quando andava su e giù per i campi da gioco non ha mai mollato fino alla fine.

Buon per la Signora, ovviamente. Che ha mandato nel tabellino dei marcatori tutti e tre i propri attaccanti dopo essersi affidata al modulo nuovo, ovvero 4-3-2-1 che tanto è nelle corde di Allegri. Il Parma ha resistito – si fa per dire – nemmeno mezzora: il tempo di vedere Llorente ribattere in rete una respinta di Mirante su conclusione di Pogba, di applaudire Buffon per una respinta su Mauri e poi basta. Nel senso che da lì in avanti è cominciato il diluvio: raddoppio di Lichtsteiner con una gran sberla da fuori area, altro gol di Llorente su assist dello svizzero e pratica già chiusa nel primo tempo. Quel che seguiva era un massacro: due volte Tevez (il quale era a secco da sei giornate e che, richiamato in panchina, si è visto riservare una meritatissima standing ovation) e due volte Morata, subentrato al Re Leone, rendevano il pomeriggio bianconero più dolce che mai. Inutile parlare di moduli e di altro che non sia il conteggio delle reti, vista l’inesistente opposizione degli emiliani. Di contro, appunto, i baby Coman e Morata non vedevano l’ora di farsi vedere e applaudire pure loro. Bene, bravi, bis e adesso una pausa zuccherosa più che mai: Tevez e Morata se ne vanno in nazionale, Llorente rimarrà a Torino insieme a pochissimi compagni ma soprattutto il popolo bianconero potrà godersi quindici giorni da inattaccabili primi della fila.

Tevez, forte del gol alla Maradona e delle dieci reti segnate finora tra campionato e Champions, è l’uomo del giorno: «Abbiamo sofferto solo all’inizio, poi è stato tutto facile. Il mio gol? Avevo subìto fallo a metà campo, ma ho voluto proseguire per giocarmi l’uno contro uno. I due dribbling al limite dell’area avversaria sono andati bene e poi ho battuto il portiere sul palo dove lui pensava che non avrei tirato. Adesso mi godo il premio del ritorno in Nazionale».

Tutto facile. Magari anche troppo. Con Allegri che spiega come la squadra abbia incontrato «poche difficoltà nei primi quindici minuti, poi si è giocato un buon calcio e gestito bene il pallone. Il 3-5-2? Non lo mando in soffitta, dipenderà dalle necessità della partita. È un sistema di gioco che la squadra conosce bene: vedremo più avanti se riproporlo. Cercavamo il modo per gestire meglio il pallone fin dal primo possesso e magari adesso lo abbiamo trovato. Tevez? Aveva bisogno di un gol, lo ha cercato e se lo è meritato, anche per dare un senso ulteriore alla convocazione in nazionale».

IL TEMPO