Juve, è Coman boom boom: ha abbagliato Giovinco

Giovinco
TORINO – Il duello è serrato, non soltanto in vista di domani sera. Protagonisti una Formica Atomica a caccia di nuove prede e un giovane Re pronto a prendere il comando malgrado la giovanissima età. All’anagrafe li identificano così: Sebastian Giovinco e Kingsley Coman. La coppia ha la Juve nel sangue, anche se il destino con vista sulla prossima estate può scomporli: l’uno ha iniziato il sesto anno in bianconero ma ha il contratto in scadenza, l’altro ha cominciato da capire da qualche settimana che cosa vuol dire abbracciare la causa dei pluricampioni d’Italia, con la bell’Europa nel mirino e almeno 5 stagioni da trascorrere a Torino, come da accordi autografati.

CHE CRESCITA – Non siamo ancora al canonico passaggio di consegne, però più di un segnale è stato lanciato, da parte di chi insegue. Il parigino dal doppio passaporto franco-guineano ha trascorso un buona porzione del precampionato estivo a ricercare la giusta posizione nello scacchiere affidato a Massimiliano Allegri. Lui che da seconda punta è in grado di giostrare sulle ali con eguale efficacia, ha agito da ricambio di Carlitos Tevez, o dello stesso Giovinco, segnando l’unico gol contro i simpatici indonesiani ed è stato pure provato in coppia con la Formica, nel test non ufficiale dell’antivigilia di Ferragosto al cospetto dei Newcastle Jets. Poi lo stop per fisiologico affaticamento, infine il rientro in prima linea nella tana del Chievo, dove – tanto per non farsi mancare nulla – ha giocato sotto il fardello dell’influenza (38 gradi e mezzo di febbre) da prima punta attorno all’Apache trottolante. Chi lo conosce bene racconta di un Coman per nulla cambiato, a livello caratteriale, dopo l’exploit servito al tramonto di agosto. Ma la carica cresce, al pari dell’attesa del match contro l’Udinese allo Stadium, dove oltre 40 mila anime vogliono spiarne dal vivo magie e progressi.

CHE FRENATA – Detto che, se solo contassero gli esperimenti estivi, Allegri vedrebbe più Giovinco al fianco del rientrante Llorente che non Coman, va tenuto conto del fatto che la carta Tevez anti-Udinese resta la prescelta. La punta di Beinasco, al netto delle scelte tecniche, è persona talmente scafata da non lasciarsi influenzare dalla direzione del vento. Anche se questa deve essere la sua stagione, per scacciare i mugugni che inevitabilmente ristagnano malgrado la difesa sfrenata di Antonio Conte nella stagione passata. E i tempi paiono essere maturi per una risalita, sebbene gli spazi di impiego non sembrino così ampi. Dura respirare fra l’Apache e il Re Leone, però la riconvocazione in Nazionale – con tanto di quarto d’ora scarso trascorso in campo il 4 settembre contro l’Olanda per riprendere confidenza con l’azzurro – possono lasciare un segno sulla stagione. Certo, poi vedi Coman fare follie in Kazakistan con l’Under 21 dei piccoletti francesi e qualche pensiero ti spunta in testa, anche perché nel curriculum dell’Allegri allenatore si può leggere un segno particolare, stampato a caratteri cubitali: schierare subito i giovani se sono validi.

IL CONFRONTO – Coman non ha ancora potuto sentire il profumo dei Bleus, ma ci arriverà, a meno che in un lampo non “sbrocchi”. Beppe Marotta l’ha blindato per 5 anni, mentre Giovinco va in scadenza a giugno 2015. Eccola, la grande differenza che può segnare le rispettive carriere: da un lato il “nuovo Pogba” abile nel dribblare pure gli scettici, difficilmente convinti del fatto che non ci sia bisogno di un’ulteriore punta nella rosa dei campioni d’Italia; dall’altro una Formica rapida e coraggiosa come l’omonimo cartone, seppur abbagliata dall’astro nascente. E anche l’eventuale saluto di addio sarebbe un atto coraggioso. Diciannove anni di Juve, comprese le stagioni vissute altrove in prestito da tesserato bianconero, non si cancellano in un amen.

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