Juve, Bonucci: “Triplete questione di testa. Chiellini e la maglia di Messi? Mi caricava”

bonucci

Il triplete, adesso, è “solo” una questione di testa. Parola di Leonardo Bonucci, che all’indomani della qualificazione alle semifinali di Champions (e alla vigilia del sorteggio che traccerà la strada per la finale di Cardiff), parla da leader della Juve in corsa su tutti i fronti. “Siamo in corsa in tutti e tre gli obiettivi, sono raggiungibili, quindi adesso è tutta una questione di testa – dice il difensore bianconero ai microfoni di Sky Sport -. Dobbiamo mantenere la concentrazione per un mese e mezzo per poter arrivare in fondo: questa squadra nel corso degli anni ha dimostrato di essere compatta, di sapere quello che vuole per arrivare alla vittoria”.

champions, si può — Si torna al colpaccio contro il Barcellona, eliminato dai bianconeri con lo 0-0 del Camp Nou dopo il 3-0 dello Stadium: “Credo che sia un segnale di presenza, di forza, sia per le squadre che parteciperanno al sorteggio domani, sia per noi stessi. Come ha detto Gigi Buffon, questo passaggio del turno infonde in noi ancora più autostima, più fiducia, più consapevolezza nei nostri mezzi. Fare un’impresa come quella dei 180 minuti contro il Barcellona, senza mai realmente soffrire contro una tra le due o tre squadre migliori al mondo, fa sì che oggi questa squadra possa ambire al traguardo più importante, la Champions League. Questo è un momento particolare, sei al limite – ha detto il difensore bianconero come si legge sul sito del club – basta sbagliare l’approccio a una partita e hai compromesso tutto quanto di buono fatto finora. In Champions sono rimaste le quattro squadre che hanno dimostrato sul campo di essere le migliori d’Europa, ora da parte nostra ci deve essere la voglia di arrivare fino in fondo. Il passaggio del turno contro il Barcellona deve essere un punto di partenza: sicuramente, oltre alla nostra consapevolezza, abbiamo acquisito un grande rispetto da parte dei nostri avversari”.

occhio a quei tre — Ronaldo, Mbappé e Griezmann: Bonucci, Chiellini e compagnia in semifinale dovranno vedersela con uno dei tre. “Cristiano Ronaldo non lo scopriamo adesso, da anni si gioca il Pallone d’oro con Messi e dimostra di essere uno dei due migliori giocatori al mondo. Mbappé è la grande sorpresa, fa tanti gol importanti in un Monaco che gioca bene e che non ha paura di giocarsi la partita, nei prossimi anni diventerà sicuramente uno dei migliori attaccanti al mondo. Griezmann è un altro talento, cresciuto molto negli ultimi anni con Simeone, con grande consapevolezza nei propri mezzi: a oggi è uno di quei pochi giocatori che in una squadra europea fa davvero la differenza”.

muro — Il muro della Juve non prende gol da 531 minuti in Champions, Messi e compagni ne sanno qualcosa. “Parlerei più di «fase difensiva» che di difesa – spiega Bonucci -, perché il lavoro che fanno i due attaccanti e che fanno i due esterni permette a noi difensori di essere molto facilitati nel leggere le situazioni, nell’essere coperti quando magari andiamo in pressione e nel leggere le giocate sporche che arrivano dai centrocampisti e dai difensori avversari. È aumentata la consapevolezza in noi stessi, sappiamo che per fare grandi risultati serve una grande fase difensiva alternata ad una fase offensiva con grande cinismo e lucidità da parte degli attaccanti. Soprattutto nei calci piazzati, quest’anno abbiamo fatto la differenza: credo che questo sia uno dei segreti che ha questa Juventus per ambire al triplete”.
chiellini e la maglia di messi — Infine, Bonucci torna sul “siparietto” tra lui e Chiellini, con il livornese che sembra “rimproverare” il compagno quando chiede a Messi di scambiare la maglia prima della fine della partita. “Ci tenevo a portare la maglietta di Messi nella mia collezione privata – spiega Bonucci -: è un cimelio che sicuramente farà piacere a mio figlio Lorenzo, che è un amante del calcio. Mi ha fatto sorridere stamattina, quando ho visto il video con Chiellini, vedere che il tutto è stato interpretato come una «ripresa» da parte sua, ma non è stato assolutamente così. Se vediamo la partita, più di una volta ci siamo toccati, abbracciati, incitati, «schiaffeggiati» per tenere alta la pressione, in una partita in cui serviva mantenerla tale per 95 minuti. In quel caso mi ha semplicemente dato un «cazzotto» per caricarmi, perché avevamo preso una punizione a favore al 90′ ed entrambi viviamo di adrenalina”.

La Gazzetta dello Sport