Juve, anteprima scudetto

PJANIC  PIRLO Roma Juv  1

Nomen è davvero omen, se Massimiliano Allegri si presenta in conferenza stampa euforico, come si fosse scolato tre Red Bull o avesse già vinto a Verona, contrada Chievo, dove oggi alle 18 la sua Juve apre il campionato, e la corsa scudetto. Più sorrisi che alibi, che pure avrebbe, un bello spot di fiducia insomma: «Con il Chievo sarà difficile – dice l’allenatore bianconero – perché le partite di campionato lo sono sempre e le prime di più, vista la curiosità e l’attesa di vedere la squadra all’opera. Ma sono sereno, perché anche l’ultimo è stato un buon allenamento e noi cercheremo di iniziare bene il cammino».

E dire che si potrebbe essere decisamente meno Allegri, visto il destino degli ultimi tempi: l’infortunio di Pirlo, l’epidemia influenzale che ha quasi azzerato l’attacco, il miglior giocatore con la testa tra le nuvole e il ginocchio dal fisioterapista (Vidal).

Contrattempi che vanno ad aggiungersi alla squalifica di Chiellini e alla convalescenza di Barzagli. Invece il tecnico non fa una piega, al massimo suda a livelli fantozziani per gli spietati fari che gli piantano addosso: «Come stiamo? A Verona andiamo in 19 più tre portieri, cioè in 22: quindi siamo anche abbastanza per giocare una partita di calcio». Si sente già al comando e tanto basta per un buon inizio: «La squadra è stata subito mia dal primo giorno che sono arrivato – racconta – perché ho trovato un ambiente eccezionale, un gruppo di ragazzi che si è messo a disposizione. Poi è normale che ci conosciamo da un mese, e più andiamo avanti più sicuramente le cose miglioreranno».

Sostanzialmente, ringrazia anche Antonio Conte: «Di positivo qui credo di aver trovato un ambiente e un gruppo solidi, con la cultura del lavoro e questa penso sia una cosa importante e fondamentale per un allenatore: con regole e disciplina, con una società presente. E di questo sono molto contento». Poi ha iniziato a metterci del suo: «Per quanto riguarda quello che ho portato io, sicuramente avremo due filosofie un po’ diverse, ma perché ciascuno è differente dall’altro, nell’approccio e nella visione del calcio. Ma questo non vuol dire che è giusto uno o sbagliato l’altro».

Per il momento, lascerà la stessa targa, se l’idea è di presentarsi con il 3-5-2 immatricolato da Conte. Ma poi le somiglianze finiscono lì: «Credo che siamo completamente diversi e tutti e due abbiamo un modo diverso per vincere». Il tecnico sta infatti lavorando alla difesa a quattro, ma visti gli altri guai, meglio partire da qualche certezza. Briciole di formazione, dallo stesso Allegri: «Il sostituto di Pirlo sarà Marchisio, davanti alla difesa. Vidal? Il ginocchio sta bene, anche se è normale che dovrà essere gestito, ma partirà titolare». Davanti, se oltre a Llorente e Giovinco («Andranno in panchina») l’influenza ha fiaccato anche Pereyra, toccherà al giovane Coman affiancare Tevez. Una scommessa che si può vincere. Come la partita, perché se la Juve è ammaccata, il Chievo ha avuto un inizio di stagione orrendo, già fatto fuori in Coppa Italia (dal Pescara). Il gran nemico resta la Roma: «Che ha giocatori importanti, di livello europeo». Ultima avvertenza ai suoi, per evitare qualche errore di troppo visto nel precampionato: «Conterà la condizione mentale». Dopo, si potrà anche essere euforici.

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