Italia, le spine di Conte

CONTE_ALLENATORE

Allungare una lista di convocati per un’avventura come i prossimi Europei può essere una necessità inevitabile per un ct stretto fra il calendario e i contrattempi fisici dei suoi ragazzi più fidati. Antonio Conte, allenatore della nostra Nazionale, si trova così, a due settimane dal pre-ritiro di Coverciano e a venti giorni dal raduno a due passi da Firenze.

Ritorno al 3-5-3

Nomi e timori. Disegni (tattici) e piani B. Tutto questo frulla nella testa di un Conte alle prese con tre spine, più o meno impreviste. La prima è la più dolorosa perchè a perdere l’azzurro senza alcuno appello è Claudio Marchisio, ai box per i prossimi sei mesi: senza il «principino» bianconero addio al progetto di piazzare due centrocampisti davanti alla difesa e ritorno all’antico, a quel 3-5-2 di juventina memoria e modulo dei tempi del collaudo di Conte con l’Italia. In Francia non ci sarà Marchisio, ma nemmeno Antonelli, esterno di corsa del Milan e, per il ct, uno su cui contare ad occhi, più o meno, chiusi.

Pirlo e De Rossi, il destino

La seconda spina sul cammino azzurro agli Europei è la più velenosa. Conte ha pensato, da tempo, di affidare le chiavi del gioco dell’Italia a Verratti, stella del Paris Saint Germain. Il problema è che Verratti, oggi, è impegnato a ritrovare il ritmo là in mezzo dopo un lunghissimo stop per colpa della pubalgia: il folletto «parigino» dovrà essere monitorato fin dal primo giorno di ritiro. Al suo destino è legato quello di fuoriserie come Pirlo o De Rossi: entrambi, al momento, sono fuori dai giochi per una maglia agli Europei, ma, entrambi, potrebbero prepotentemente tornare d’attualità qualora Verratti dovesse partire per la Francia accompagnato da qualche dubbio. Per Pirlo, Conte ha avuto un’attenzione particolare: un suo stretto collaboratore è stato nove giorni in America per seguirne le prestazioni (sotto esame c’era anche l’altro azzurro a stelle e strisce Giovinco) in un campionato non certo «allenante» come direbbe Capello. La seconda spina è la più velenosa perchè va a toccare tutte quelle situazioni che portano sulla scena azzurri sicuri o potenziali alle prese con i tempi di recupero. Fra questi, il fedelissimo Chiellini, a rischio anche per la finale di Coppa Italia fra la Juve ed il Milan: per il ct, il difensore bianconero è indispensabile e le continue ricadute o il nuovo guaio al ginocchio non fanno altro che aumentare le preoccupazioni nello staff azzurro (in ascesa sono le possibilità della sorpresa Rugani). I tempi di recupero da ottimizzare riguardano anche Thiago Motta, uscito da uno stiramento muscolare, e Bonaventura.

Riserve giovani

Le scelte definitive di Conte non si faranno condizionare dal cuore. Ma, allo stesso tempo, non potranno farsi influenzare, gioco forza, dai minuti in campo. Questa, infatti, è la terza spina: chi è sicuro del posto come Darmian, Pellè, Eder, o Zaza non gioca o gioca poco nei club, partirà per la Francia lo stesso. Ultimo flash: la novità saranno quei tre o quattro giovani che partiranno come riserve per rimanere (servirà l’ok delle società) agli Europei anche senza possibilità di entrare in lista in corso d’opera: in lizza ci sono Belotti, Benassi, Bernardeschi. Per Donnarumma nessuna chance, per Balotelli neanche a parlarne.

La Stampa