Italia-Inghilterra 1-1: pari e sorrisi, per Conte la prima notte di tranquillità

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Un gol di Graziano Pellè, realizzato di testa su cross dalla sinistra di Chiellini dopo 29′ di gioco, non è bastato all’Italia per avere ragione dell’Inghilterra che – nello Juventus stadium, a Torino – ha imposto l’1-1 in amichevole agli azzurri. La rete del pareggio degli inglesi è stata firmata da Townsend, al 34′ della ripresa.

Antonio Conte saluta il pubblico dello Juventus Stadium con un applauso dal campo, e il pubblico ricambia con altri applausi dopo quelli alla lettura delle formazioni. Si conclude cosi’ la serata del ritorno a casa per il ct azzurro, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Al fischio finale di Italia-Inghilterra, chiusa con un pari, il commissario tecnico e’ entrato in campo per stringere la mano alla terna arbitrale e per concedersi all’abbraccio del pubblico di Torino.

IL PROTAGONISTA – Pellè, polemiche? Caricano il ct che poi carica noi… “Mi sentivo bene e oggi il ct mi ha dato questa possibilità. Chiunque gioca ha sempre molto da dimostrare: con Eder avevo giocato nella Sampdoria, con lui mi trovo bene. Bisogna sempre dimostrare, mi ha fatto piacere segnare e avere un’altra opportunità. Volevo fare un altro gol, abbiamo fatto belle giocate, attorno alla squadra che un bel clima”. Lo ha detto, alla Rai, Graziano Pellè, autore del gol del vantaggio dell’Italia, a Torino contro l’Inghilterra.

“Gli inglesi sono abituati a partite belle – ha proseguito – la Premier è uno show, sono stati bravi a crederci fino alla fine. Noi abbiamo buttato via un’occasione. Le polemiche? Io vengo da un altro calcio, a noi giocatori non ci toccano. Mi dispiace che intorno a noi ci siano queste polemiche, al ct lo caricano e di conseguenza lui carica noi”. “Un giorno quello italiano tornerà a essere lo stadio più bello – ha concluso -. Se in Italia fanno gli stadi, ma forse quel giorno sarò vecchietto, si potranno fare grandi cose. Non segnavo da tanto? Su 10 partite ho colpito nove pali. In Italia forse avrebbero polemizzato su questo. Spero sempre di fare gol”.

IL PUNTO – Due pareggi, uno con il suo passato e uno con l’Inghilterra: il bilancio della serata piu’ difficile di Antonio Conte, chiamato a un controverso ritorno da ct azzurro al cospetto dei suoi ex tifosi dello Juventus Stadium, e’ tutto sommato positivo. E’ vero, la vittoria per la nazionale italiana, illusa da un bel gol di testa di Pelle’ nel primo tempo, e’ sfumata quando la gara era agli sgoccioli per un gran tiro di Townsend: ma la prestazione complessiva degli azzurri e’ stata buona.

E soprattutto, dopo un incontro magari formale ma significativo prima della gara con Andrea Agnelli, in campo non c’e’ stato neppure un accenno dei temutissimi fischi preannunciati per il tecnico “traditore” dai tifosi da social network. Quelli presenti allo stadio anzi a fine gara lo hanno salutato con un applauso liberatorio, che gli ha regalato la prima notte di quiete dopo tanti giorni di polemiche.

Se lo sono meritato anche gli azzurri di questa Italia2, l’applauso: perche’ pur con i tanti innesti rispetto alla partita di qualificazione europea di sabato scorso in Bulgaria hanno giocato una buona partita, a tratti persino brillante nei contenti tecnici. Su tutti, il bomber Pelle’ che e’ arrivato tardi all’azzurro ma comincia a segnare con una certa regolarita’.

Ed Eder, che invece a differenza di sabato non e’ andato in gol ma e’ piaciuto per i suoi movimenti e la capacita’ di dialogare con un centrocampo tutto nuovo e pero’ abbastanza ispirato in Valdifiori, Parolo e Darmian. La suspense della vigilia era stata tutta per gli umori dello stadio, essendo scontato lo schieramento azzurro in avvio.

Come da annuncio di Conte, infatti, a comporre il consueto 3-5-2 davanti al rientrante Buffon erano stati Ranocchia, Bonucci e Chiellini in difesa, con Florenzi e Darmian esterni e Soriano, Valdifiori e Parolo a centrocampo. In avanti una coppia formata dal lungo Pelle’ e dal piccolo ed effervescente Eder. Piu’ che una vera e propria nazionale, una sperimentale.

Che pero’ si faceva apprezzare dai 30 mila dello Juve Stadium con giocate ariose, discreto ritmo e buona personalita’ nonostante l’inesperienza di molti giocatori. Il centrocampo, ad esempio, funzionava e sugli esterni se a destra Florenzi soffriva e sbagliava spesso la misura dei passaggi, Darmian a sinistra imperversava. Cosi’ l’Italia arrivava dalle parti di Hart al 10′ con un gran tiro di Parolo deviato in angolo dal portiere inglese, ed era pericolosa ancora al 17′ su incursione di Darmian.

Provavano un brivido, gli azzurri, per un lampo di Rooney che al 19′ su corta respinta della difesa italiana calciava al volo con palla ad impattare sulla traversa. Ma poi passavano, grazie ad un gran colpo di testa di Pelle’ su cross di Chiellini. Un vantaggio meritato, come pure gli applausi che accompagnavano la squadra di Conte negli spogliatoi per l’intervallo.

Nella ripresa era ancora Italia a partire bene: creava addirittura due occasioni a seguire al 5′, quando Hart con una parata prodigiosa neutralizzava un guizzo di Eder imbeccato da Darmian e sulla ribattuta Pelle’ metteva fuori da buona posizione. Si svegliava allora l’Inghilterra. Al 7′ finalmente si faceva vedere Harry Kane, tutt’ altro che ciclonico stasera: il suo tiro veniva deviato in angolo come pure una ‘botta’ ravvicinata di Gibbs due minuti dopo.

Al 15′ la gara perdeva un po’ di significato perche’ Conte dava vita a una maxi sostituzione: entravano Abate, Vazquez e Immobile per Florenzi, Eder e Pelle’. E qualche minuto dopo toccava a Verratti che subentrava a Valdifiori. Il tempo di un sospiro di sollievo per una grande parata di Buffon su tiro di Rooney, e Conte sostituiva anche Chiellini e Darmian con Moretti e Antonelli.

Alla mezz’ora Rooney ci provava con una deviazione velenosa, facendo capire che per i bianchi la partita era ancora tutta aperta. Infatti il pareggio inglese era solo rinviato: arrivava al 34′ grazie ad un gran destro di Townsend. Ancora un paio di parate di Buffon, un gol letteralmente “mangiato” da Antonelli, e la gara finiva: tutti soddisfatti, Conte di piu’.

ANSA