«Italia in seconda fila»

Buffon juve

Il capitano parte da lontano, perché non conosce la strada, ma sa che potrebbe essere piena di insidie. Gianluigi Buffon pone il limite minimo oltre cui dovrà andare la nazionale italiana. «Dai quarti di finale in avanti lo reputerei un buon Mondiale – afferma il portiere – poi è chiaro che non ci si accontenta mai». Italia tra le prime otto squadre del mondo, le ambizioni sono basse, è necessaria una massiccia iniezione di autostima.

L’eliminazione subita quattro anni fa in Sudafrica nella fase a gironi evidentemente non è stata ancora smaltita dai veterani che preferiscono evitare voli pindarici. «Non me la sento di dire oggi e con certezza assoluta che possiamo raggiungere la finale – afferma il capitano azzurro – penso che la nostra Nazionale sia diventata una squadra affidabile e che riesce sempre a vincere le partite che deve vincere. Alcune volte riesce a sorprendere nelle gare in cui non partiamo da favoriti, creando dei grattacapi agli avversari. Penso alla Spagna con cui abbiamo pareggiato le ultime due gare, o al Brasile con cui abbiamo perso, ma giocando un’ottima gara. Siamo una formazione molto equilibrata, conosciamo i nostri limiti e per questo siamo affidabili. Poi dipenderà molto dai sorteggi, e dalle squadre che si andranno a incontrare: potrebbe esserci la Spagna ai quarti, e potrebbe capitare di uscire».

L’esame di partenza non sarà dei più semplici, con i maestri inglesi che fino al 1950 decisero di snobbare i campionati del mondo per manifesta superiorità. E che all’esordio contro gli Stati Uniti rimediarono una memorabile sconfitta dagli Yenkees, proprio durante il primo mondiale brasiliano. L’Italia sarà in un girone di ferro con Inghilterra e Uruguay, Buffon non azzarda a piazzarla in pole position in un’ipotetica griglia di partenza. «Bisogna riconoscere con serenità e trasparenza i valori degli avversari – sottolinea il numero uno della Juve e della Nazionale – partiamo un gradino o mezzo gradino più in basso rispetto a Brasile, Argentina, Spagna e Germania. Queste quattro nazionali sono favorite, poi ci sono outsider come noi o come la Francia».

Poi il capitano azzurro commenta il girone che lo vedrà protagonista. «In questo momento l’Italia può pensare di spingersi un po’ più in là rispetto all’Inghilterra, che ha rivoluzionato la squadra inserendo tanti giovani – confessa Buffon – gli inglesi hanno valori individuali elevati ma anche incognite, se riuscissero a trovare la quadra potrebbero anche stupire. Ma ai nastri di partenza l’Inghilterra non la vedo come favorita. L’Uruguay, come noi, è molto affidabile: difficilmente sbaglia quando deve centrare il risultato».

Per il portiere della Juventus il prossimo sarà il quinto mondiale. Un record da condividere col portiere del Messico Antonio Carvajal e col centrocampista tedesco Matthaus. «È un buon traguardo – sottolinea – ma non per questo mi sento pienamente appagato, in tutte le competizioni ci si prepara per stupire a livello di singoli e di squadra».

«Ho 36 anni, è giusto che le sfide le affrontino i più giovani – spiega Buffon a chi gli propone confronti con altri portieri – se a 28 mi avessero paragonato a un portiere di 36 anni mi sarei anche offeso. Certo, se a quest’età sono ancora un punto di riferimento vuol dire che sto maturando bene. E questo è diverso rispetto ad invecchiareà». Al di là delle parole, a Coverciano si continua a lavorare con grande intensità. Migliorano la condizioni di Balotelli, Paletta e Barzagli. Ieri il ct ha iniziato a fare qualche prova tattica testando Cassano accanto a Balotelli, variando modulo di gioco, e alternando diversi centrocampisti.

Oggi per la nazionale è in programma un doppio allenamento, domani la partenza per Londra in vista della sfida contro l’Irlanda, penultimo test prima della partenza per il Brasile. Una partita amichevole ma decisiva per stilare la lista ufficiale dei 23 giocatori per il Mondiale.

Il Tempo