Italia Figuraccia e fischi

PRANDELLI

Te lo do io il Brasile. L’Italia non sa più vincere, e impatta anche col Lussemburgo. A Perugia finisce uno a uno tra i fischi dei venticinquemila del Renato Curi. «Supermario portaci al Maracanà».

Il messaggio che arriva dagli spalti vestiti a festa potrebbe essere un manifesto pubblicitario più che un auspicio. Dopo quanto visto nei novanta minuti, è più facile che gli azzurri arrivino a Rio come turisti piuttosto che come finalisti. Siamo lontani anni luce da un’idea di gioco, la confusione in mezzo al campo regna sovrana, non c’è niente che possa far sembrare gli undici in maglia azzurra una squadra. Eppure il test non è di quelli impegnativi, davanti c’è il Lussemburgo, sparring partner umile, ma attrezzato.

Dopo l’infortunio di Montolivo il tecnico azzurro deve rivedere l’assetto della propria squadra: la risposta che arriva dal campo è quasi terrificante. Sono le prove generali per l’esordio contro l’Inghilterra in programma a Manaus il 14 giugno. Il ct sceglie il 4-1-4-1, con De Rossi piazzato davanti alla difesa e Balotelli unico riferimento offensivo. Pirlo e Verratti sono chiamati a tessere la trama in mezzo al campo, Candreva e Marchisio viaggiano sulle corsie esterne supportando De Sciglio e Abate, che nel futuro prossimo saranno chiamati a un lavoro estenuante. Non c’è Barzagli, fermo per un attacco febbrile già smaltito: oggi il difensore si imbarcherà col resto dei compagni. Il blocco arretrato è di marca juventina: Buffon tra i pali, Bonucci e Chiellini nel cuore della difesa. In avvio De Sciglio salta due uomini e prova la soluzione personale col destro accendendo i venticinque mila cuori azzurri. Dall’altra parte Buffon si deve scomodare per bloccare una conclusione dalla distanza di Joachim.

Dopo otto minuti l’Italia passa; Marchisio serve in profondità Balotelli, il milanista controlla il pallone mentre lo juventino si inserisce a centro area: il cross di esterno destro di Supermario è sublime, il colpo di testa del compagno di squadra è chirurgico. Uno a zero. In fase di impostazione De Rossi si abbassa in mezzo ai due centrali di difesa per avviare l’azione, Marchisio e Candreva dagli esterni si accentrano lasciando libera la corsia preferenziale per i due terzini. Al 14’ Candreva innesca Balotelli che controlla morbidamente col tacco prima di alzare troppo il pallonetto sul portiere avversario. Il ritmo è basso, gli azzurri se la prendono comoda, giocano a sprazzi accelerando inaspettatamente per cogliere di sorpresa l’avversario. Qualche passaggio a vuoto nella fase centrale del primo tempo, l’intensità diminuisce, aumentano gli errori in fase di appoggio. Il lavoro sostenuto in queste settimane a Coverciano dagli azzurri si fa sentire sulle gambe.

Alla mezz’ora Verratti salta un uomo al limite e innesca Balotelli che controlla e calcia addosso al portiere. Al 41’ Candreva riceve la palla al limite e calcia col destro sfiorando l’incrocio dei pali. Nella parte finale del primo tempo l’Italia torna a essere pericolosa, prima con Pirlo su punizione, poi con Balotelli che in girata sfiora il palo. Si arriva all’intervallo, con l’Italia avanti di un gol, ma la prestazione della formazione di Prandelli non è del tutto convincente. Tutt’altro.

In avvio di ripresa Balotelli ci prova subito con un diagonale che sfila sul fondo. In mezzo al campo si parla tanto, ma ci si intende poco. Tanto che Buffon è nuovamente costretto a intervenire sul tiro dal limite di Bensi. Prandelli richiama in panchina Verratti inserendo Cassano. Si cambia modulo: 4-1-3-2, con Cassano che va ad affiancarsi a Balotelli, e Candreva che si abbassa a fare interno con Marchisio lasciando a Pirlo il compito di costruire la manovra. Cassano e Balotelli, l’accoppiata funziona subito: il milanista controlla in corsa, salta un avversario e calcia a rete colpendo la traversa. Un minuto dopo Balotelli affonda sulla destra e mette in mezzo, Candreva stacca di testa colpendo la traversa. Ma dall’altra parte il Lussemburgo sfiora clamorosamente il pareggio con Joachim.

Il Lussemburgo ci prova ancora, gli azzurri a 20 minuti dalla fine inchiodano, si fermano, e al 40’ arriva il pareggio: angolo di Da Graca, testa di Chanot, e palla all’incrocio. Uno a uno. E la figuraccia è servita. Poche idee, ma confuse: questa è l’Italia.

IL TEMPO