Israele in lutto per i tre ragazzi uccisi

ISRAELIANI RAGAZZI

Israele è a lutto dopo il ritrovamento dei corpi di tre ragazzi ebrei rapiti il 12 giugno in Cisgiordania. Mentre la caccia ai loro presunti assassini di Hamas prosegue, lunedì l’aviazione israeliana ha attaccato 34 obiettivi di Hamas a sud di Gaza. In Cisgiordania, a Jenin, nella notte fra lunedì e martedì soldati israeliani hanno ucciso un giovane palestinese di 18 anni che, secondo fonti militari, aveva scagliato contro di loro un ordigno. A Gerusalemme proseguono le consultazioni di governo.

La scorsa notte il Consiglio di difesa del governo israeliano ha discusso a lungo le ripercussioni della uccisione dei ragazzi, ma non ha adottato decisioni operative. In serata il premier Benyamin Netanyahu ha convocato gli stessi ministri (assieme con il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman, che torna oggi in Israele) per proseguire le consultazioni.

Mentre in Cisgiordania l’esercito riduce il volume delle operazioni e si concentra nella zona di Hebron nella caccia a due ricercati palestinesi (Marwan Kawasmeh e Amar Abu Ayshe, entrambi membri di Hamas), la tensione ai margini della striscia di Gaza resta elevata. Nella nottata miliziani palestinesi sono tornati a sparare razzi verso la città israeliana di Ashqelon. Le famiglie dei tre ragazzi (Ghilad Shaar, Eyal Yifrach e Naftali Frenkel) si stringono nel loro dolore e compiono i preparativi per i funerali, che dovrebbero svolgersi in giornata. In Cisgiordania coloni ultrà hanno disseminato messaggi in cui esortano a vendicare l’uccisione dei tre ragazzi.

Di fronte alla notizia Israele ha confermato la sua accusa ad Hamas che – ha detto il premier Benyamin Netanyahu – «la pagherà». Il viceministro alla Difesa Danu Danon ha rincarato: «la fine tragica dei tre ragazzi deve essere anche la fine di Hamas». Immediata la reazione del movimento islamico: «Ogni offensiva di Israele aprirà le porte dell’inferno», ha dichiarato il portavoce di Hamas a Gaza, mettendo nuovamente in dubbio la versione israeliana del rapimento. Anche Obama ha reagito subito definendo l’uccisione dei ragazzi «un insensato atto di terrore» che va condannato «nel modo più forte possibile».

«Chi ha ucciso i tre ragazzi – ha ammonito il premier israeliano – è una belva umana». E la caccia continua ai due presunti responsabili del sequestro, Marwan Kawasmeh e Amar Abu Ayash, entrambi miliziani della fazione islamica ad Hebron e spariti subito dopo il rapimento. Subito dopo il ritrovamento dei corpi è stata convocato il Gabinetto di sicurezza per decidere le misure da prendere. Immediata la decisione di demolire le case dei due presunti responsabili. E anche l’Anp ha immediatamente riunito la direzione palestinese e Abu Mazen avrebbe fatto un appello all’Ue e agli Usa per esercitare pressioni su Israele per evitare «un’operazione militare di vendetta».

Nelle operazioni, in scontri con l’esercito, sono stati uccisi cinque palestinesi e ne sono arrestati più di 400, molti di Hamas e anche alcuni di quelli che erano stati liberati in cambio del rilascio di Gilad Shalit. Sono state perquisite centinaia di case e smantellate molte istituzioni di Hamas, in una caccia a tappeto per la quale la comunità internazionale ha più volte invitato Israele alla moderazione. Ma tutto è sembrato inutile. Fino al ritrovamento di stasera. Ad Israele sono giunte manifestazioni di solidarietà da tutto il mondo. Tra queste quelle del governo italiano e del ministro degli affari esteri Federica Mogherini che ha espresso «grande dolore». Quasi le stesse parole del vecchio presidente Shimon Peres: «L’intera nazione sta scuotendo la testa con insopportabile dolore». Espressioni di cordoglio anche dal presidente francese Francois Hollande, dal premier Gb David Cameron, dalla cancelliera Angela Merkel e dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. A fianco di Israele, anche la S.Sede: «una notizia terribile e drammatica», un «crimine esecrabile e inaccettabile», ha affermato il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, riferendo che «Papa Francesco si unisce al dolore inenarrabile delle famiglie colpite da questa violenza omicida». Domani Israele seppellira’ i suoi tre ragazzi.

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