Isis, offensiva dell’esercito iracheno: «Riconquisteremo Ramadi in 72 ore»

Ramadi

Dopo un’offensiva durata già diversi mesi, le forze governative irachene hanno lanciato nelle ultime ore un attacco da più direzioni su Ramadi avanzando verso il centro della città che dal maggio scorso è nelle mani dell’Isis, ma dove sono ancora trincerati centinaia di miliziani del “Califfato” e molti civili rimangono intrappolati. «Riconquisteremo Ramadi nelle prossime 72 ore», ha affermato Sabah al Noman, portavoce delle forze di elite anti-terrorismo. Intanto nella vicina Siria un bombardamento dello Stato islamico a colpi di mortaio su una scuola elementare ha provocato la morte di nove bambine e il ferimento di altre venti.

La televisione siriana e l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) hanno detto che l’attacco ha colpito la scuola Harabesh, nella città nord-orientale di Dayr az Zor, in parte controllata dai miliziani dello Stato islamico e in parte dalle forze governative siriane. Altri civili sono stati invece uccisi in «decine» di raid compiuti da cacciabombardieri russi, secondo l’Ondus. Tre donne appartenenti alla stessa famiglia sono morte in un attacco sulla località di Badama, nella provincia di Idlib. In Iraq, quello che l’esercito presenta come «l’assalto finale» per riconquistare Ramadi, capoluogo della provincia di Al Anbar, procede con la copertura aerea della Coalizione internazionale a guida americana. Secondo fonti militari di Baghdad, una forza congiunta di truppe di terra, unità anti-terrorismo e polizia ha strappato all’Isis i quartieri di Thubbat, Geraishy e Al Bakr. Ma Eid Ammash, portavoce del Consiglio provinciale di Al Anbar, ha detto che i miliziani dell’Isis trincerati nel centro della città «trattengono decine di civili catturati mentre cercavano di lasciare la città, e intendono usarli come scudi umani».

Domenica scorsa aerei militari iracheni avevano lanciato su Ramadi volantini in cui si invitava la popolazione a lasciare la città entro 72 ore, indicando le vie di fuga. In molti, però, non hanno fatto in tempo a mettersi in salvo, e i combattimenti delle ultime ore stanno provocando anche vittime civili. Fonti locali citate dalla televisione panaraba Al Jazira hanno detto che almeno otto persone, tra i quali diversi bambini, sono stati uccisi nei bombardamenti aerei su un’area residenziale nel nord della città. Sempre nella zona settentrionale, 14 soldati e miliziani sciiti loro alleati sono rimasti uccisi da un’autobomba condotta da un kamikaze.

Ramadi, situata cento chilometri a ovest di Baghdad, è di importanza strategica nella guerra contro l’Isis, perchè attraverso di essa passano le vie di collegamento con la Siria e la Giordania. La provincia di Al Anbar è tra le più turbolente dell’Iraq fin dai tempi dell’occupazione americana. Qui Al Qaida aveva organizzato alcune delle sue roccaforti e negli ultimi anni l’Isis, nato dall’organizzazione allora guidata da Osama bin Laden, si è impadronita di vaste porzioni di territorio, assicurandosi una contiguità con le parti della Siria sotto il suo controllo.

Il Messaggero