Iraq, pugno duro Ue contro l’Isis: «Ok a fornitura armi ai curdi».

Federica_Mogherini_2014

L’Unione europea dà il via libera agli stati membri per la fornitura di armi ai peshmerga curdi impegnati contro la minaccia jihadista dello Stato islamico (Isis) in Iraq e lancia un segnale della volontà politica di essere un importante attore nello scenario internazionale nelle zone di conflitto: dall’Ucraina alla Libia a Gaza, come sull’emergenza Ebola.

Ieri i jihadisti dello Stato islamico dell’Isis, secondo quanto riferito dal governo curdo e da un leader religioso yazida alla Cnn, hanno ucciso almeno 80 uomini e rapito 100 donne durante un attacco alla minoranza yazida nel nord dell’Iraq. L’attacco è avvenuto nel villaggio di Kojo, presso Sinjar: le donne sono state portate a Mosul e altrove.

Oggi raid aerei americani condotti da droni hanno distrutto due veicoli corazzati dei jihadisti dello stato islamico dell’Isis a Sinjar, l’ultima di una serie di attacchi condotti dagli Usa. Secondo quanto riferiscono funzionari americani, le forze curde hanno detto che militanti dell’Isis stavano attaccando civili nel villaggio di Kawju. I droni hanno identificato e poi seguito un veicolo corazzato lungo la strada vicino Sinjar e poi hanno attaccato e distrutto due veicoli nella zona.

Caccia americani inoltre hanno lanciato attacchi contro le postazioni dello Stato islamico dell’Isis vicino alla diga di Mosul. Lo riferisce la Cnn che cita le agenzie curde. La diga, sul fiume Tigri, è una delle più grandi del Paese ed è finita nelle mani dei jihadisti dopo che i combattenti Peshmerga curdi si erano ritirati.

«Dall’Ue ok alla fornitura di armi ai curdi». È stato un Consiglio Esteri «produttivo», ha commentato il ministro Federica Mogherini, grande promotrice dell’incontro di Ferragosto: insolito per la data quanto improcrastinabile, dati gli scenari
mondiali e il peso di notizie come quella dell’ennesima strage attribuita all’Isis.

Tre i livelli di discussione sull’Iraq: da quello sull’assistenza umanitaria – che vari Paesi stanno conducendo bilateralmente e che l’Italia avvierà a partire da domani con i primi due voli del ponte aereo – alla fornitura di materiale militare per la quale i singoli stati hanno ora un «quadro di riferimento europeo». Ma anche quello politico, con l’apprezzamento per il passo indietro di Nuri al-Maliki e l’invito al nuovo premier Abadi a fare «presto un governo il più inclusivo possibile», e il riferimento a una «forte volontà di facilitare una reazione politica regionale» contro l’Isis.

Mentre nel Paese il cardinale Fernando Filoni, inviato del Papa, promette a sua volta aiuto ai cristiani come ad altre minoranze minacciate: inclusi gli yazidi intrappolati sul monte Sinjar (300 i morti negli ultimi giorni, fra cui donne e bambini).

IL MESSAGGERO