Iraq, bomba della Coalizione sul forziere dell’Isis

Mideast Islamic State

Una bomba di 900 chili è stata sganciata sulla città di Mosul, in Iraq, dalla coalizione militare guidata dagli Stati Uniti. Obiettivo dell’attacco è quella che viene considerata la “Banca centrale” dello Stato Islamico, un edificio che conteneva le casse del Califfato, con il denaro proveniente in larga parte dalle attività di contrabbando del petrolio e destinato a pagare i militanti e le nuove reclute. Secondo fonti dell’emittente americana CNN, che cita anche il Pentagono, sarebbero andati distrutti così milioni di soldi di proprietà di Daesh.

Tuttavia, non sono ancora rese note la quantità di denaro presente nell’edificio né la valuta. L’operazione sarebbe arrivata dopo un lungo lavoro di intelligence che ha identificato l’obiettivo, sito in un’area abitata dove da tempo i terroristi accumulavano soldi ottenuti illecitamente. Nonostante la zona fosse residenziale, gli esperti della coalizione hanno deciso comunque di intervenire, provocando un numero ancora imprecisato di vittime, che oscilla tra i cinque e i sette civili. «Potevamo uccidere molte più persone, ma abbiamo scelto di colpire l’ala dell’edificio e così abbiamo minimizzato la perdita di vite umane», ha dichiarato una fonte dell’amministrazione Usa.

Sempre secondo la CNN, infatti, nelle ultime settimane il Pentagono avrebbe allentato alcune regole di ingaggio, rese più strette per ridurre i cosiddetti “effetti collaterali” e allo stesso tempo aumentare la pressione sugli uomini dell’Isis. Il bombardamento fa parte della nuova strategia della coalizione volta a colpire il Califfato dal punto di vista finanziario con attacchi a convogli di petrolio e a strutture economiche.

Il Messaggero