Ira di Berlusconi: «Tradito il patto» Alfano: «Il governo però non c’entra»

berlusconi

ROMA Forza Italia resiste sul no a Mattarella. Per Berlusconi «gli impegni presi con Renzi sono stati traditi». E ai suoi spiega di «non avere niente contro Mattarella, che però non è un nome condiviso, come ci aveva promesso il premier». E «per schiarirsi le idee», dopo la votazione, fa il solito giro di shopping in centro. Resta sulle barricate l’Ncd di Angelino Alfano, anche se il segretario con i suoi sottolinea che «un conto è la maggioranza di governo, un conto quella per il Quirinale». L’ex Cavaliere è sì deluso da Renzi, ma ai grandi elettori forzisti ha ribadito di «non avere nulla contro Mattarella», rivelando di «averlo sentito al telefono perché mi voleva ringraziare della decisione di votare scheda bianca, che è sempre un segno di rispetto». L’ex Cavaliere, insomma, non intende rompere in anticipo con il candidato per il Colle. E, per questo, nonostante le informazioni, si è dilungato a spiegare che «non è vero che fu Mattarella a opporsi all’ingresso di Forza Italia nel Ppe».
L’ULTIMA PAROLA
La sensazione dei forzisti, quindi, è che, al momento, non è detta l’ultima parola, anche se la portavoce di FI, Deborah Bergamini precisa che «con il suo atteggiamento, Renzi mette la parola fine al processo delle riforme». Più possibilista, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, che avverte: «Attendiamo una mossa importante, un segnale concreto per poter giocare questa partita. Se non arriva però non possiamo che continuare a votare scheda bianca». Tuttavia, alla fine della riunione, non pochi forzisti sussurrano che «il patto del Nazareno ancora tiene». Forza Italia però non offre spiragli al Pd e manda al premier segnali di guerra. «I patti non erano questi- ripete Berlusconi- ma io sono combattivo e non mollo». «Noi siamo stati leali, Renzi no. Per noi il patto del Nazareno non esiste più», scandisce il presidente dei senatori forzisti, Paolo Romani, che accusa il presidente del Consiglio di «bulimia da maggioranze. Non può pensare di avere una maggioranza per governare, un’altra per le riforme e una terza per eleggere il Capo dello Stato». E, in serata, insieme al capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, spegne decisamente l’ottimismo del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, secondo la quale «non è detto che Forza Italia e Area popolare non cambino idea. Di qui a sabato ci sono due giorni e in politica sono ere geologiche». La replica è secca: «La Boschi non si illuda e neppure Renzi. Forza Italia voterà scheda bianca alla quarta votazione e anche dopo».
LA PARALISI
Al momento, dunque, il centrodestra sembra paralizzato e resiste sulla strategia della scheda bianca. Anche perché, ragionano i forzisti, «non può essere che ci ammorbidiamo, mentre gli alfaniani fanno la faccia feroce». Già, l’Ncd sembra granitico. Dicono perché Alfano spera di ricostituire l’alleanza di centrodestra per le Regionali. Altri ipotizzano ruggini dell’ala ciellina, che fa capo al ministro Lupi, «con il catto-comunista Mattarella». «Renzi ha sbagliato metodo – tuona Fabrizio Cicchitto – invece di coinvolgerci e ampliare la maggioranza per le riforme si è comportato con arroganza e ci ha proposto un unico candidato da prendere o lasciare. Ma con noi non funziona. Noi siamo e restiamo contrari. Ma il governo è un’altra cosa», precisa. Il centrodestra, dunque, sbanda. Fratelli d’Italia conta i voti per Feltri e invita Berlusconi a convergere, anche se La Russa è invece convinto che «il patto del Nazareno non si rompe». I forzisti subiscono anche il fuoco amico dei fittiani che cannoneggiano il quartier generale. «Che fanno ora i capigruppo, si dimettono?», ironizza Saverio Romano. L’ex Cavaliere però non rinuncia a combattere e favoleggia su una possibile riunificazione del suo centrodestra. Tanto che, ieri sera, incontra di nuovo Umberto Bossi.

IL MESSAGGERO