«Io sotto esame? Inter, dall’altra parte c’è chi sta peggio»

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Il «Tutti sotto esame» di Erick Thohir è il tormentone di giornata. E Walter Mazzarri ne esce con serena saggezza, firmando autografi sul suo libro («Il meglio deve ancora venire») ed evidenziando un po’ di aspetti. «So cosa ci diciamo io e Thohir – comincia il tecnico – a parte il fatto che sotto esame mi ci sono sempre messo da solo, da inizio carriera: crea stimoli. In ciò che Thohir ha detto, vedo solo cose positive». E da qui si parte.

Rinnovo ed esami Mazzarri spiega e argomenta. «Intanto mi fa piacere che Thohir apprezzi il lavoro fatto, e poi che ci troviamo d’accordo sul progetto. In base a come finirà la stagione programmeremo, e meglio finisce l’annata e meglio si potrà programmare». Per programmare servono più anni, e da luglio resterà solo un anno di contratto: l’allungamento arriverà? «Non c’è fretta, dal 19 maggio ne parleremo…». E all’ennesima domanda sulla frase del giorno, la situazione-Inter viene accostata a quella-Milan. «Da quel punto di vista – sorride WM – mi sento meno sotto esame di tanti miei colleghi…».

Dedica, carattere e futuro Ancora su Thohir: «Gli ho regalato sì il mio libro, la dedica è stata “Con stima”. E’ successo in un bell’incontro, in cui parlammo anche di futuro. Lui, a differenza di me e pur restandoci male, davanti alla sconfitta cerca di sdrammatizzare, mentre per me è un dolore quasi fisico. Contro l’Udinese sarà in tribuna? Ci darà più forza e stimoli. Se l’Europa League sarà il nostro scudetto? Ci sono 27 punti in palio e faremo il massimo. Meglio finiremo e meglio ripartiremo il prossimo anno».

Investimenti-scudetto Ecco, lo scudetto. Gli chiedono: si sentirebbe pronto Mazzarri? «Se hai una squadra attrezzata, io lo sono. Ho fatto per anni sempre più di quanto avevo come valori di organico. Ad oggi non ho mai avuto una squadra adeguata per competere per lo scudetto. La squadra diventa da scudetto quando in estate si fanno investimenti, e spero che prima o poi avvenga. La qualità la dà il tetto ingaggi e cose simili, dati facili da valutare. Se mi daranno una squadra da scudetto sarò il primo a dirlo e a far sì che si possa conquistare».

Qualità mercato Altro tema: il mercato. Dzeko, Morata e Torres, che dire? «Ogni allenatore vorrebbe avere il meglio sulla qualità, ed è la qualità che scava il solco. Se c’è quella l’allenatore è sempre contento. Hamsik? No, non lo porto all’Inter… Del prossimo anno ne parleremo: ora vorrei che in questi ultimi 2 mesi la squadra raccogliesse per ciò che crea e giocasse per come ha giocato ultimamente».

I pali, l’Atalanta, l’Udinese Thohir ha anche chiesto che l’Inter torni in Europa. «Non sono preoccupato per la posizione in classifica, solo di dare ai giocatori gli input giusti. I 17 pali stagionali danno l’idea che è una stagione particolare, in cui non ci gira niente e ti devi sudare tutto. L’Udinese di Guidolin? E’ pericolosa come l’Atalanta, un k.o. che ancora mi brucia: se rigiochiamo 10 volte ne vinciamo 9; spero di vivere una partita così ma con più di fortuna».
Discorso e manager Ieri, ai giocatori, WM ha mostrato video per le correzioni, parlato dell’Udinese e detto più o meno così: «Se ci mettiamo più precisione e freddezza nelle conclusioni possiamo anche permetterci certi errori che comunque vanno corretti». Mazzarri, sempre più… manager. «Oggi e in futuro l’allenatore dovrà vedere e guardare a tutto. Oggi sento e vedo come i giocatori mi stimano e mi seguono, compresi coloro che hanno vinto tutto. L’intesa che c’è, la sintonia, la voglia di seguirmi sono bellissime basi sulle quali fondare il futuro».

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