«Io e Klose che coppia»

Filip-Djordjevic

Alla Lazio per giocare titolare, fare gol e soprattutto vincere. Filip Djordjevic, panacea individuata dalla Lazio per curare il mal d’attacco, ha un grande onore e tante responsabilità. L’onore, probabilmente, non l’ha recepito: primo acquisto biancoceleste presentato ufficialmente tre anni dopo Miro Klose, tra l’altro finito in vetrina insieme agli altri 6 giocatori (Marchetti, Konko, Lulic, Cana, Stankevicius e Cissé) sbarcati a Formello nella prima parte dell’estate 2011.

Le responsabilità, invece, Djordjevic le conosce bene, ma non è per nulla spaventato da una piazza e un ambiente in subbuglio dopo le delusioni dell’ultima stagione, in campo e sul mercato. «Qui alla Lazio è un momento particolare – ha dichiarato l’attaccante serbo – la squadra viene da una stagione difficile e i tifosi sono più calorosi rispetto ai sostenitori del Nantes. La pressione, però, non mi spaventa affatto: darà il massimo per aiutare la Lazio, non ho paura, anzi sono estremamente motivato».

Djordjevic non parla ancora l’italiano («Prenderò lezioni, è una promessa: anche in Francia non conoscevo la lingua e all’inizio ho avuto problemi») ma sa spiegarsi bene anche in inglese. «L’obiettivo è tornare in Europa – ha spiegato il serbo – e io voglio aiutare la Lazio. Ho studiato il calcio italiano e la squadra biancoceleste per capire come poter dare un contributo importante. Perché sono qui e non altrove? È vero, avevo tante possibilità, ma questo è un club glorioso, il migliore per me, per giocare tanto e segnare».

La Lazio ne ha davvero bisogno, visto il rendimento deficitario degli attaccanti nell’ultima deludente stagione. Djordjevic può, anzi deve invertire la rotta. Da solo o in coppia con il «mito» Klose, poco importa: «Giocare con lui è un onore – ha ammesso l’ex punta del Nantes – il tedesco è uno degli attaccanti più forti degli ultimi anni. Non lo conosco ancora di persona, l’ho visto solo in tv: non vedo l’ora di lavorare con lui, cercherò di imparare tanto, anche per conquistare l’affetto dei tifosi».

Djordjevic non ha idoli, si presenta come «un attaccante bravo in area di rigore, una punta che sa come muoversi prima che arrivi il pallone», ma allo stesso tempo «il primo difensore, perché è importante aiutare i compagni»: una buona notizia per Pioli e per la Lazio intera, in attesa dei promessi rinforzi per la difesa. «In questo momento non penso agli obiettivi personali – ha spiegato il serbo, che ha firmato un contratto fino al 2018 e percepirà circa 1,3 milioni di euro a stagione – ma solo a svolgere una buona preparazione, ad allenarmi bene per evitare gli infortuni. Voglio mostrare le mie qualità e magari ricalcare le orme dei serbi che hanno giocato qui, come Mihajlovic e Stankovic. Il derby? So quanto è importante, spero di vincerne molti».

Per ora per Djordjevic parlano i numeri – 198 presenze e 69 gol nelle ultime sei stagioni e mezza con la maglia del Nantes, 12 partite e 4 reti segnate con la nazionale serba – oltre al nuovo tecnico Stefano Pioli («Filip si è presentato bene, è molto determinato e ha le qualità tecniche e caratteriali per diventare importante. Ora servono i fatti e non le parole») e soprattutto al presidente Claudio Lotito: «È un ragazzo forte – ha assicurato il numero uno della Lazio – con temperamento e ottima tecnica: sarà fondamentale per noi. Mi auguro solo che possa avere il tempo per ambientarsi». Per Djordjevic, però, è meglio fare in fretta: la Lazio non può aspettare.

IL TEMPO