Inzaghi perde i pezzi della Lazio

INZAGHI_LAZIO

È già emergenza, triste consuetudine della Lazio. Maledetta trasferta di Milano ancora una volta devastante: il conto è carissimo con gli infortuni di Marchetti, Basta e soprattutto Bastos. Lesioni muscolari al polpaccio che si possono riassorbire in una ventina di giorni per i primi due (rientro il 16 ottobre contro il Bologna dopo la sosta di campionato), lesione ma di secondo grado ai flessori della gamba destra del difensore angolano. Per lui l’assenza sarà almeno di un mese, se tutto andrà bene, una tegola per Simone Inzaghi che perlomeno in difesa aveva trovato la formula migliore con l’ex centrale del Rostov accanto a De Vrij e Radu. E, come se non bastasse, non sta bene nemmeno Milinkovic che ha il pollice della mano fratturato, in forte dubbio la presenza domenica pomeriggio contro l’Empoli. Potrebbe giocare, molto dipenderà dai rischi e dalla sua volontà. Inzaghi incassa le defezioni e da oggi comincerà a provare il modulo per la sesta partita di campionato, favorito il 3-5-2 con Wallace candidato alla prima da titolare anche se resiste un eventuale ritorno al passato col 4-3-3 oppure il 4-2-3-1. In avanti consueto ballottaggio tra Djordjevic e Keita: stavolta dovrebbe toccare al senegalese talentuoso ma più anarchico. Ha saltato una decina di allenamenti durante l’estate per le note vicende contrattuali, aveva litigato con tutti, ora la situazione è stata risolta,la condizione fisica non è ancora quella ottimale, però dovrebbe essere lui ad affiancare Immobile.

Per fortuna che tra tante ombre, c’è una luce: torna Lucas Biglia al centro della squadra che a Milano martedì ha dimostrato poca personalità. Ieri il regista argentino si è presentato alla clinica Paideia e poco prima di un controllo medico per avere il via libera ha rassicurato i presenti: «Domenica ci sarò. Non vedo l’ora di rientrare, state tranquilli, non è un momento difficile per noi». Quale crisi, è bastata una sconfitta contro il Milan a far riemergere tutti i punti interrogativi su un gruppo chiamato a rientrare in Europa dopo una stagione fallimentare. Biglia è ottimista(nessuna novità sul rinnovo di contratto, si tratta ma non si chiude) così come a Formello c’è la voglia di dimenticare il ko di San Siro, una tassa per la Lazio da quasi tre decenni e risalire subito una classifica molto corta. Si è allenato a parte l’argentino, ci sono ancora 48 ore per mettersi definitivamente a disposizione di Inzaghi. Che tira uno sospiro di sollievo perchè lui si è affidato ai senatori e soprattutto a Biglia che considera un elemento fondamentale per far crescere i giovani talenti biancocelesti. Almeno ui vuole esserci, oggi il test fondamentale anche se i tanti infortuni rischiano già di penalizzare il rendimento della Lazio.

È già emergenza, triste consuetudine della Lazio. Maledetta trasferta di Milano ancora una volta devastante: il conto è carissimo con gli infortuni di Marchetti, Basta e soprattutto Bastos. Lesioni muscolari al polpaccio che si possono riassorbire in una ventina di giorni per i primi due (rientro il 16 ottobre contro il Bologna dopo la sosta di campionato), lesione ma di secondo grado ai flessori della gamba destra del difensore angolano. Per lui l’assenza sarà almeno di un mese, se tutto andrà bene, una tegola per Simone Inzaghi che perlomeno in difesa aveva trovato la formula migliore con l’ex centrale del Rostov accanto a De Vrij e Radu. E, come se non bastasse, non sta bene nemmeno Milinkovic che ha il pollice della mano fratturato, in forte dubbio la presenza domenica pomeriggio contro l’Empoli. Potrebbe giocare, molto dipenderà dai rischi e dalla sua volontà. Inzaghi incassa le defezioni e da oggi comincerà a provare il modulo per la sesta partita di campionato, favorito il 3-5-2 con Wallace candidato alla prima da titolare anche se resiste un eventuale ritorno al passato col 4-3-3 oppure il 4-2-3-1. In avanti consueto ballottaggio tra Djordjevic e Keita: stavolta dovrebbe toccare al senegalese talentuoso ma più anarchico. Ha saltato una decina di allenamenti durante l’estate per le note vicende contrattuali, aveva litigato con tutti, ora la situazione è stata risolta,la condizione fisica non è ancora quella ottimale, però dovrebbe essere lui ad affiancare Immobile.

Per fortuna che tra tante ombre, c’è una luce: torna Lucas Biglia al centro della squadra che a Milano martedì ha dimostrato poca personalità. Ieri il regista argentino si è presentato alla clinica Paideia e poco prima di un controllo medico per avere il via libera ha rassicurato i presenti: «Domenica ci sarò. Non vedo l’ora di rientrare, state tranquilli, non è un momento difficile per noi». Quale crisi, è bastata una sconfitta contro il Milan a far riemergere tutti i punti interrogativi su un gruppo chiamato a rientrare in Europa dopo una stagione fallimentare. Biglia è ottimista(nessuna novità sul rinnovo di contratto, si tratta ma non si chiude) così come a Formello c’è la voglia di dimenticare il ko di San Siro, una tassa per la Lazio da quasi tre decenni e risalire subito una classifica molto corta. Si è allenato a parte l’argentino, ci sono ancora 48 ore per mettersi definitivamente a disposizione di Inzaghi. Che tira uno sospiro di sollievo perchè lui si è affidato ai senatori e soprattutto a Biglia che considera un elemento fondamentale per far crescere i giovani talenti biancocelesti. Almeno ui vuole esserci, oggi il test fondamentale anche se i tanti infortuni rischiano già di penalizzare il rendimento della Lazio.

IL TEMPO