Inzaghi: discorso alla squadra. E la mette sotto torchio in allenamento

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Il giorno dopo, le nuvole minacciose sopra l’Heinz Field sono ancora lì. Una cappa grigiastra da cui ogni tanto cade qualche scroscio di pioggia. Ieri invece è stato un uragano. La cinquina del City, che si aggiunge al tris dell’Olympiacos, ha sconvolto la prima settimana di tournée: allenatore incredulo, giocatori irriconoscibili, tifosi sul piede di guerra. Otto gol incassati a fronte di uno solo realizzato sono un macigno di fronte al quale è molto complicato continuare a nascondersi dietro le giustificazioni. Che continuano a esserci, certo, ma si assottigliano ogni giorno che passa. La realtà dice che il Milan difficilmente avrebbe potuto fare un figurone contro il City dello scatenato Jovetic, ma esistono le vie di mezzo: si può pareggiare, o si può perdere con dignità.

PREPARAZIONE — Stamattina la squadra si è ritrovata all’Heinz Field per una seduta di allenamento abbastanza intensa. La prossima partita è in programma sabato a Charlotte, contro il Liverpool, e quindi ora i rossoneri sono attesi da una settimana di lavoro pieno (da domani scattano le doppie sedute). Dopo un veloce discorso al gruppo radunato a centrocampo, Inzaghi ha diretto l’allenamento incitando tutti i giocatori e cercando di trasmettere quella carica che ieri in campo non si è vista. In questo momento può essere davvero lui l’uomo in più di questo Milan. Ieri sera Pippo, nella conferenza stampa del dopogara, è apparso molto provato e ha cercato di analizzare la situazione con più onestà possibile: “Ci è mancata la cattiveria in fase di non possesso palla, ci dovrò lavorare su. E per fase difensiva intendo tutta la squadra, non certo solo la difesa. In questo momento il City è più avanti di noi nella preparazione, c’è molta diversità in termini di forza e condizione. Ora starà a me chiedere qualcosa di più a tutti. Comunque sono io che alleno questi ragazzi e quindi mi assumo tutte le responsabilità, la colpa è mia. Rinforzi sul mercato? La società sa quello che ci siamo detti, e ad ogni modo io so che quella col City non è il vero Milan. Semplicemente, in questo momento sono partite al di fuori della nostra portata. Certo, pur sapendo che sarebbero state partite difficili, credevo sarebbe andata un po’ meglio”.

ENTUSIASMO — Muntari, fra i pochissimi ad essersi salvato contro il City, indica la strada che per lui risolverà i problemi: “Parlare poco e lavorare molto. Io sono fiducioso, possiamo arrivare in alto. Adesso testa bassa e pedalare perché abbiamo tantissima fiducia in Inzaghi. Da quando sono al Milan non ho visto con alcun altro tecnico tanto entusiasmo ed allenamenti fatti così intensamente. La colpa è di tutti, non certo soltanto sua”.

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