Inzaghi carica “Avanti Lazio”

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Un anno fa cinquantamila laziali cantavano «Giardini di marzo» di Battisti, l’Olimpico era pieno di entusiasmo come ai bei tempi per un poker contro l’Empoli che aveva portato la banda Pioli al secondo posto. Roma sorpassata, euforia al massimo, feeling ritrovato con la squadra e in parte con la società che l’aveva costruita.

Dodici mesi dopo, solo rabbia, amarezza, veleni e il solito tutti contro tutti tipico dell’ambiente laziale. Tutto quell’entusiasmo in fumo, non restano nemmeno le macerie perché oggi alle 18 la Lazio affronterà sempre i toscani ma allo stadio ci saranno 10-15 mila spettatori a voler essere ottimisti, peraltro delusi dall’ultima scoppola rimediata nel derby. I motivi per non farsi prendere dallo sconforto sono pochi, solo la presenza di Simone Inzaghi in panchina alla prima nello stadio dove ha segnato tanti gol da giocatore e la speranza, molto remota, di agganciare il sesto posto che può valere il preliminare di Europa League. Robetta, verrebbe da dire, però solo provando a darsi un obiettivo si può sognare di agganciare Milan e Sassuolo. E Inzaghino prova a scuotere i suoi per cercare di strappare la conferma a Lotito: «La vittoria di domenica non deve rimanere isolata – spiega il giovane tecnico – cerchiamo di dare continuità alla prestazione. In ritiro ci siamo detti che con Palermo e Empoli avevamo la possibilità di migliorare la classifica per poi giocarci le ultime cinque partite che sono difficili ma nelle corde della Lazio. Miglior esordio non poteva esserci, ma ora abbiamo l’obbligo di vincere».

Non sarà facile, l’Empoli di Giampaolo gioca bene e in trasferta è stato capace di risultati sorprendenti. Ecco quindi che servirà una Lazio concentrata per pensare a un finale diverso: «Incontriamo un avversario che sta bene e nelle ultime due partite ha disputato ottime prestazioni. Giochiamo da Lazio, con rispetto ma senza paura dell’Empoli che ha giocatori rapidi davanti, punta sulle ripartenze e le linee strette».

Inevitabile anche parlare della moviola in campo, dal prossimo anno partirà la sperimentazione, Inzaghi si schiera: «Penso sia una buona cosa, soprattutto in caso di episodi dubbi. Ad esempio mercoledì in Atletico-Barcellona c’era calcio di rigore, in quel caso si può dare un’occhiata alla tecnologia. L’importante però è che la partita non si fermi ogni cinque minuti».

Intanto oggi ci sarà Cervellera di Taranto, arbitro di A da due anni con modesti risultati. Ma conterà poco il fischietto (un’altra trappola di Nicchi?), nel deserto dell’Olimpico la Lazio prova a chiudere con dignità la stagione.

IL TEMPO