Intesa tra governo e Regioni: percorso condiviso

EVENTO "TED X FIRENZE: INNOVAZIONE E OTTIMISMO"

Regioni e governo hanno individuato un percorso condiviso, lo dice il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, che segue il vertice: «Mi pare si sia definita un’intesa di percorso e per alcuni aspetti di merito che mi pare possa portare a condividere la legge di stabilità, che peraltro in una conferenza definimmo un bicchiere mezzo pieno».

Rimangono «due i problemi», continua: i 4,2 miliardi di tagli che derivano dal pregresso («due miliardi incidono per il minor aumento del fondo sanitario, il resto insiste sugli altri comparti»), mentre «il secondo tema è la sanità: c’è un aumento di un miliardo. I conti dicono che il costo complessivo da coprire è di 2 miliardi tra contratti, farmaci innovativi, Lea». Il tema sarà trattato venerdì in consiglio dei ministri. Chiamparino non recede però sulle sue intenzioni di dimettersi dalla presidenza della Conferenza delle Regioni: «Dato che le mie dimissioni non sono legate alla Legge di stabilità, non c’è rapporto tra le due questioni e quindi sono confermate».

Nella legge di Stabilità, spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, ci sono «risorse a disposizione delle Regioni che vanno gestite bene per fare bene i servizi con i cittadini, a cominciare dal settore sanitario». E comunque «abbiamo stabilito di proseguire nel confronto con tavolo di confronto che deve portare ad un’intesa sulla legge di stabilità e due tavoli tecnici sulla governance della spesa farmaceutica e su costi standard».

Il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha evidenziato come: «Quest’anno abbiamo un miliardo e trecento milioni in più per la sanità sulla legge di Stabilità, dobbiamo fare in modo che produca valore». Occorre farlo, ha aggiunto, «nel pieno spirito del patto della Salute, in modo che si risparmi e si reinvesta nella salute. Per fare questo le Regioni hanno diverse leve a partire dal piano di rientro degli ospedali in deficit e dalle centrali d’acquisto».

Non allineati alle posizioni di Chiamparino, i presidenti di centrodestra. «Aria fritta: abbiamo ascoltato le solite promesse ripetute», il commento di Roberto Maroni al fianco di Giovanni Toti e Luca Zaia. «Abbiamo chiesto di aumentare il fondo (della Sanità, ndr) che è stato ridotto, e ci hanno detto di no, di attuare i costi standard, e ci hanno detto che faranno un tavolo che nel 2016 porterà qualche risultato».

Padoan: «Lotta all’evasione fiscale centrale per il governo»

Prima del vertice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, difende la manovra aveva parlato di fronte ai parlamentari di Camera e Senato, respingendo le critiche «selettive» e «distorte» che tendono a concentrarsi sulle singole misure tralasciando l’impianto complessivo. Evidenziando anche che la lotta all’evasione fiscale ha «un ruolo centrale» nella strategia del governo. Ieri il premier, Matteo Renzi, ha ribadito ai parlamentari del Pd che continuano a chiedere un cambio di rotta sull’aumento del tetto del contante da 1.000 a 3.000 euro, che «non c’è alcuna relazione» con l’aumento dell’evasione, e oggi è toccato a Padoan sottolineare la «credibilità della scelte intraprese», che viene «premiata dai mercati».

Alla luce dei rilievi piovuti da Banca d’Italia e dalla Corte dei Conti, il ministro ha evidenziato che «si può avere un giudizio negativo o positivo di questa legge di stabilità ma un giudizio che prenda in esame singole misure in modo isolato è un giudizio di per se distorto o quantomeno incompleto». Il titolare dell’Economia ha ricordato che «è accaduto così per gli sgravi fiscali sull’abitazione principale e per misure che intendono favorire i consumi ma che, secondo alcuni osservatori, costituirebbero un arretramento dell’impegno contro l’evasione fiscale».

Impegno che, ha spiegato Padoan, è, invece, esteso oltre i confini nazionali con 8 accordi bilaterali (che erano stati già firmati in precedenza) ratificati negli ultimi 20 mesi e nuovi accordi bilaterali con 9 giurisdizioni sottoscritti, «sia accordi sullo scambio di informazioni fiscali che modifiche alle convenzioni contro la doppia imposizione».

Senza entrare nel merito del braccio di ferro con le Regioni, Padoan aveva lanciato un messaggio anche ai governatori. «C’è un’esigenza generale di migliorare l’efficienza del sistema sanitario nazionale», ha osservato e ha poi rincarato la dose: «mi sembra quasi una questione di buon senso immaginare che ci possa essere una convergenza verso buone pratiche da parte di Regioni che invece sono lontane dalle buona pratiche». «È normale che le Regioni vogliano di più – aveva concesso Renzi questa mattina -, ma abbiamo messo a bilancio un miliardo in più all’anno per la sanità: spendiamoli bene», ribadisce il premier in vista dell’incontro di stasera. «Non voglio fare polemiche, non voglio demagogia. Non diciamo bugie: la matematica non è un’opinione, i soldi alla sanità aumentano».

Il Secolo XIX